Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca Aragona

Strage delle Maccalube, vulcanologo in aula: "Non c'erano segnali di allarme"

Fausto Grassa, ricercatore dell'Università di Palermo: "Da venti anni studio il fenomeno, la tragedia del 2014 è stata imprevedibile"

“Da venti anni studio e osservo il fenomeno del vulcanesimo alla riserva naturale delle Maccalube. Non avrei mai pensato, e non c’erano i presupposti tecnici per farlo, che potesse succedere quello che è accaduto”. Fausto Grassa, ricercatore dell’Università di Palermo dell’istituto di Geofisica e vulcanologia, che peraltro collaborò col geologo Carlo Cassaniti, consulente della Procura, torna a ribadire in aula che “la tragedia del 27 settembre del 2014 è stata un evento imprevedibile”.

Il consulente: "La sicurezza non compete ai gestori" 

Sul banco degli imputati, davanti al giudice Giancarlo Caruso, con l’accusa di omicidio colposo plurimo, siedono in tre: sono l’architetto Domenico Fontana, attuale assessore comunale all’Ambiente e all’epoca direttore della riserva e presidente regionale di Legambiente, ente che tuttora, malgrado la chiusura, gestisce la riserva su mandato della Regione; l’architetto Daniele Gucciardo, dipendente del sito e Francesco Gendusa, dirigente dell’assessorato regionale al Territorio e all’Ambiente che si sarebbe occupato del coordinamento della riserva. “Non credo – ha aggiunto rispondendo all’avvocato Luca Petrucci che difende gli imputati insieme, fra gli altri, ai colleghi Daniela Ciancimino, Diego Galluzzo e Nicola Grillo – che un sibilo avrebbe potuto allertare della presenza di un ribaltamento. Nella riserva, nel corso degli anni, ci sono stati dei fenomeni simili ma questo non significa che si poteva prevedere quello che è accaduto”. 

L'esperto della difesa: "Evento imprevedibile" 

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