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Contrabbando di tabacchi, al via processo di appello per tre imputati

Uno dei condannati del processo scaturito dall'inchiesta "Barbanera" avrebbe pure cercato di piazzare una bomba dietro alla caserma dei carabinieri

Riparte in Corte di assise di appello il processo scaturito dall’operazione “Barbanera”, che ipotizzava una tratta di clandestini dalla Tunisia e un giro di contrabbando. In primo grado, il 29 luglio scorso, la Corte di assise di Trapani, aveva deciso tre condanne e un'assoluzione: era caduta, però, l'accusa più grave di associazione a delinquere finalizzata al traffico di migranti. 

Gli imputati di questo stralcio sono quattro. Si tratta di Filippo Solina, di Lampedusa, 51 anni, Salvatore Spalma, di Agrigento, 30 anni, Fadhel Moncer, 38 anni, tunisino e Nabil Zouaoui, 56 anni, anch’egli tunisino. Per Moncer, principale imputato, che ha ispirato il nome dell'inchiesta, sono stati decisi 7 anni e 10 mesi di reclusione: il pm ne proponeva 15 anni. Due anni per Solina (3 anni e 6 mesi era la richiesta) che è stato condannato per ricettazione e non per contrabbando e due anni e sei mesi per Spalma (4 anni). Gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli del reato di contrabbando e assolti per altri reati, in particolare, per l'accusa di associazione a delinquere.

Assolto da tutte le imputazioni Zouaoui nei cui confronti erano stati chiesti 9 anni. I difensori dei tre imputati condannati (gli avvocati Salvatore Pennica, Luigi Pipitone, Isidoro Sebastiano Genna, Baldassare Lauria ed Ettore Rodriquenz) hanno impugnato il verdetto che sarà ridiscusso, davanti ai giudici della Corte di assise di appello di Palermo, il 27 aprile.

L’operazione è scattata nel gennaio del 2019. Secondo la tesi del pm, accolta solo in parte della Corte presieduta da Enzo Agate in primo grado, i quattro imputati avevano gestito un vasto traffico internazionale di migranti e un contrabbando di tabacchi.

L’operazione, messa a segno dalla Guardia di Finanza, è stata chiamata “Barbanera”, come il famoso pirata: sarebbe stato questo lo pseudonimo di Moncer. Il sodalizio criminale avrebbe trasportato, in giro per le coste siciliane, dai 10 ai 15 migranti irregolari, oltre ad una quantità variabile di tabacchi di contrabbando per svariati quintali.

Una delle frasi intercettate durante le indagini aveva messo in allerta gli inquirenti. "Arriva a scoppiare una bomba dietro la caserma dei carabinieri a Marsala, che succede? Sai, gli sbirri scappano da Marsala", diceva intercettato proprio Moncer. 

La rettifica dell'avvocato Ettore Rodriquenz

L’avv. Ettore Rodriquez, per conto del sig. Solina Filippo, chiede di precisare che quest’ultimo è stato assolto con ampia formula assolutoria ("perchè il fatto non sussiste" e "per non aver commesso il fatto") per tutti i capi di imputazione relativi al reato di contrabbando di tabacchi ”. 

(Aggiornato alle ore 9 del 6 aprile 2021) 

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