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Torre Salsa, monitoraggio Wwf all'interno della riserva

n particolare è stata monitorata la zona del “Pantano”, una zona umida già oggetto di attenzione...

Continuano le attività di monitoraggio da parte del Wwf all’interno della riserva naturale di Torre Salsa. Si tratta di attività che vengono effettuate periodicamente per valutare gli effetti della tutela all’interno dell’area protetta a distanza di oltre un decennio dall’affidamento della gestione allo stesso Wwf. Negli ultimi anni l’attenzione è stata posta sulla fauna, in particolare sugli uccelli, utili indicatori ecologici della qualità ambientale all’interno del sistema riserva.

Risultati di grande interesse sono stati registrati nei giorni scorsi dalle operazioni di inanellamento dell’avifauna, che ha visto direttamente coinvolto l’intero staff del Wwf di Torre Salsa (il Responsabile Alessandro Salemi e gli operatori Giuseppe Palilla, Gerlando Callea e Salvatore Bonsignore) e l’esperto ornitologo Renzo Ientile. In particolare è stata monitorata la zona del “Pantano”, una zona umida già oggetto di attenzione da diversi anni, nella quale sono state osservate, oltre alla Tartaruga palustre siciliana, anche diverse specie di uccelli stanziali e svernanti di interesse comunitario. Di grande interesse la cattura di esemplari alcune specie, come lo Smeriglio, un piccolo falco che vive nel Nord Europa e in inverno sverna anche in Sicilia ma in numeri molto scarsi, e del forapaglie castagnolo, un piccolo silvide tipico delle zone umide. Entrambi gli esemplari sono stati inanellati e dopo la registrazione dei dati biometrici rimessi in libertà. Di notevole interesse anche la presenza del Tarabuso, rilevato nelle ore notturne grazie all’ausilio di speciali fototrappole.

Si tratta di dati che confermano l’importanza della riserva e dei vincoli: un continuo avvicendarsi di dati che dimostrano il miglioramento delle condizioni del Pantano, zona fondamentale per gli equilibri naturali della riserva. Ulteriori attività sono previste nei prossimi mesi, parallelamente a quelle di recupero e di miglioramento delle aree più vulnerabili del Pantano.

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