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Protezione, Cutrò incontra il prefetto Cocciufa e presenta un esposto

Il testimone di giustizia chiede di conoscere le motivazioni che hanno portato al ridimensionamento del livello di tutela

 

Dopo le tante richieste di spiegazioni sull’attuale livello di rischio a cui è soggetto il testimone di giustizia, Ignazio Cutrò ha formalmente presentato un esposto amministrativo alla Prefettura di Agrigento. Nel pomeriggio, l’imprenditore antiracket e il suo legale, l’avvocato Katia La Barbera, sono stati ricevuti e ascoltati dal prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa, alla presenza, tra gli altri anche del comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento: il colonnello Vittorio Stingo. 

Per il testimone di giustizia si è trattato del primo incontro istituzionale con i due massimi rappresentanti in provincia del governo e dell’Arma dei carabinieri. Nell’esposto inoltrato al prefetto Cocciufa, si chiedono lumi circa le decisioni del ridimensionamento del livello di protezione per il testimone e i suoi familiari, in un periodo durante il quale, da un’indagine della Dda, poi scaturita nella maxi inchiesta Montagna, emergeva un’ intercettazione telefonica, con chiari messaggi intimidatori rivolti ad Ignazio Cutrò. Rischi, di cui lo stesso Cutrò non sarebbe stato mai informato e che lo stesso apprese solo dalla stampa, grazie alla pubblicazione di alcuni stralci della conversazione tra Giuseppe Nugara, oggi detenuto in regime di 41 bis e ritenuto il capomafia di San Biagio Platani, e Giuseppe Spoto che, nel febbraio del 2014, periodo al quale risalgono le intercettazioni, era ritenuto il reggente della famiglia mafiosa di Bivona.

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Cutrò e il suo legale chiedono la riammissione del testimone di giustizia e dei suoi familiari nel programma di protezione. Inoltre, per come più volte reso noto dallo stesso imprenditore, è stata chiesta alla Prefettura anche la manutenzione dell’impianto di video sorveglianza dell’abitazione della famiglia Cutrò. Secondo il testimone di giustizia, l’impianto a causa di una non adeguata manutenzione, provocherebbe dei blackout improvvisi che causano anche degli ingiustificati allarmi. Per come specificato da Cutrò nell’esposto, la sostituzione delle batterie potrebbe bastare a risolvere il problema. L’avvocato Katia La Barbera ha annunciato di rivolgersi  alla Procura della Repubblica di Sciacca, qualora l’esposto alla Prefettura della città dei Templi non porti a nessun esito.

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