rotate-mobile
Lunedì, 16 Maggio 2022

Ditta penalizzata dallo Stato? Il Viminale pronto a saldare i debiti: Ignazio Cutrò vuole tornare a fare impresa

La pubblicazione di alcuni stralci delle perizie precedentemente secretate hanno indotto il testimone di giustizia a chiedere i danni agli enti pubblici che avrebbero ostacolato le attività di impresa cagionandone la chiusura definitiva

Il ministero dell'Interno si sarebbe detto disponibile a saldare i debiti e a risarcire l'imprenditore e testimone di giustizia Ignazio Cutrò, la volontà del Viminale giunge dopo la pubblicazione dei contenuti delle perizie effettuate nel 2011 e 2012 per conto del tribunale sullo stato di salute dell'impresa edile. Documenti che erano stati secretati e che nei giorni scorsi sono stati resi noti dal tg satirico “Striscia la notizia”, in uno stralcio mostrato nel servizio di Stefania Petix si legge: "Una grave difficoltà operativa dell'imprenditore dovuta alle decisioni della pubblica amministrazione che rischiano di compromettere in modo definitivo la possibile sopravvivenza dell'impresa”.

Il Viminale pronto a "stoppare" i debiti di Cutrò, l'ex imprenditore: "Ne ho sentite tante, vedremo"

Rischio chiusura che poi si sarebbe concretizzato nel 2014 quando, dopo 27 anni di attività, la ditta ha chiuso i battenti per l'assenza di commesse dovute alle denunce contro il racket avanzate da Cutrò e per l'impossibilità di avere il Durc per partecipare ai bandi pubblici. Da Bivona è stata avviata una battaglia di legalità ultra decennale che ha portato anche alla nascita della legge di salvaguardia dei testimoni di giustizia che ha permesso di garantire un lavoro agli imprenditori che hanno denunciato il pizzo. Secondo i periti, l'impresa Cutrò che per anni ha dato lavoro a decine di famiglie della Bassa Quisquina avrebbe avuto bilanci in attivo con utili per circa 88 mila euro annui anche nel periodo successivo alle denunce.

Oggi, Ignazio Cutrò è un funzionario della Regione in servizio alla diga Castello di Bivona, ma il testimone di giustizia chiede di ritornare a fare impresa, riattivando la ditta che aveva ereditato dal padre nel lontano 1987. Nei giorni scorsi a Roma, Cutrò e il suo legale sono stati convocati al Viminale dove dovranno ritornare la prossima settimana per cercare di mettere la parola fine sulla vertenza che potrebbe anche sfociare nella richiesta allo Stato di un maxi risarcimento economico.

agntz striscia la notizia-2

Video popolari

Ditta penalizzata dallo Stato? Il Viminale pronto a saldare i debiti: Ignazio Cutrò vuole tornare a fare impresa

AgrigentoNotizie è in caricamento