Il Belice dimenticato, Valenti a Montecitorio: "Cinquantuno anni dopo, è una vergogna nazionale"

Più di 80 famiglie attendono ancora una casa, un quartiere sventrato dal terremoto. Il sit-in a Roma per rivendicare i diritti di Santa Margherita

Il sit-in in piazza Montecitorio

Il terremoto di Santa Margherita di Belice, 51 anni di attese e lunghe proteste. A piedi, oggi, fino ad arrivare in piazza Montecitorio. Il sindaco Franco Valenti, ha portato con sé undici consiglieri comunali. Una sessione aperta, un dialogo ed una civile protesta affinché Santa Margherita di Belice possa tornare  a splendere. Cinquantuno anni dopo, la protesta è più che mai viva.

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"Abbiamo avuto la gradita visita di alcuni deputati. Oggi al Senato si parlerà del Belice - ha detto Valenti. Abbiamo spiegato i motivi che ci hanno portato fin qui, è scandalo dopo 51 anni parlare di opere incompiute.  Noi non ci stiamo più a parlare di ricostruzione incompleta, non è una storia di sprechi. Lo Stato con noi è stato superficiale, siamo qui a fare sentire la nostra voce. Lo facciamo con garbo e professionalità. Vogliamo - dice Valenti - strade  e pubblica illuminazione, pare che questo messaggio veicoli. Due senatori parleranno di noi in Senato. Spiegateci quello che è successo in 51anni. Lo Stato, ripeto, è stato assente. Lo dimostriamo con i numeri. Con le nostre macerie qualcuno ha fatto cassa. Siamo qui per testimoniare e per scrivere una pagina di verità. Non chiediamo elemosine, ma qualcosa che ci spetta. Rivendichiamo con forza un diritto negato, chiudiamo questa scandalosa pagina. E’ una vergogna nazionale”.

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Sono più di 80 le famiglie che attendono una casa, ma non solo: ci sono interi quartieri ancora sventrati dal sisma. Dopo una lunga lettera inviata al presidente Matterella, il sindaco Valenti, ha voluto alzare la voce. Il sit-in, tenuto sotto stretta sorveglianza, è stato più che mai pacifico. Valenti ha raccontato i fatti, le verità della sua Santa Margherita di Belìce.

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