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Terme di Sciacca chiuse, Di Paola: "Impegni disattesi, danno enorme"

La deliberazionedell'Assemblea dei Soci della chiusura delle Terme per il sindaco "contravviene gli impegni assunti in più occasioni, anche di recente, dal Governo regionale e determina un danno enorme all'economia del territorio, all'occupazione, all'indotto, all'immagine della Città di Sciacca"

Il sindaco Fabrizio Di Paola ha oggi chiesto un incontro urgentissimo al governo della Regione siciliana “al fine di scongiurare la chiusura e di evitare il fallimento totale delle Terme di Sciacca”.

Una lettera è stata indirizzata al presidente della Regione Rosario Crocetta, all’assessore regionale all’Economia Alessandro Baccei, all’assessore regionale al Turismo Cleo Li Calzi, al dirigente dell’Ufficio “Partecipate” della Regione Siciliana Grazia Terranova, al liquidatore delle Terme Carlo Turriciano e al prefetto di Agrigento Nicola Diomede.

Il sindaco Fabrizio Di Paola fa presente che, se non si riceverà alcun celere riscontro alla richiesta di incontro, si autoconvocherà assieme all’intera Giunta comunale di Sciacca presso gli Uffici della Presidenza della Regione siciliana.

"Ho appena appreso – ha scritto il sindaco Fabrizio Di Paolauna notizia di una gravità inaudita: la deliberazione in data odierna dell’Assemblea dei Soci della chiusura delle Terme di Sciacca S.p.a. Una decisione inattesa, che determina il blocco di ogni attività relativamente allo Stabilimento Termale, al Grand Hotel, alla Piscina, al Parco. Una siffatta deliberazione contravviene gli impegni assunti in più occasioni, anche di recente, dal Governo regionale e determina un danno enorme all’economia del territorio, all’occupazione, all’indotto, all’immagine della Città di Sciacca. La chiusura provocherà un gravissimo disagio sociale con decine di dipendenti che perderanno il lavoro e con l’ingente patrimonio termale destinato a degradarsi. Si vanifica ogni mio sforzo, ogni azione dell’intera Amministrazione comunale di Sciacca tendente a trovare positive soluzioni per risolvere la questione termale, con una deliberazione così traumatica”.

Dalla fine del 2014 i lavoratori sono in stato di agitazione e in assemblea permanente, in attesa che la Regione completi il programma per la privatizzazione delle Terme. E' di qualche mese fa l'interruzione dell'energia elettrica da parte dell'Enel creditrice di 400 mila euro non ancora riscossi.

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