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Giovedì, 26 Maggio 2022
Denunce

Mail fake del ministero avvisano 70enne di un'inchiesta per pedopornografia: nuovo tentativo di phishing

Alla donna - così come a tutti gli altri tre precedenti destinatari che, nel giro di neanche due settimane, hanno presentato denuncia – è stato chiesto di fornire “giustificazioni affinché possano essere approfondite e verificate al fine di valutare le sanzioni”

Nuovo, ennesimo, caso di tentato phishing ad Agrigento. Ad una settantenne, dall’inizio di marzo e fino ai giorni scorsi, sono arrivate più mail - comunicazioni fasulle che però riportavano l’intestazione del ministero dell’Interno – con le quali veniva avvisata di essere oggetto di numerosi procedimenti legali in materia di pedopornografia, siti pornografici e pornografia. All’agrigentina - così come a tutti gli altri tre precedenti destinatari che, nel giro di neanche due settimane, hanno presentato denuncia – è stato chiesto di fornire “giustificazioni affinché possano essere approfondite e verificate al fine di valutare le sanzioni”. E le sono state date 72 ore.

“Trascorso tale termine, saremo obbligati ad inviare la nostra relazione all’ufficio del pubblico ministero preposto al tuo caso – c’era scritto nella mail che ha ricevuto –, al fine di stabilire un mandato di cattura nei tuoi confronti. Sarai quindi elencato come molestatore sessuale alla fine di questa procedura”. Comunicazioni inverosimili con le quali venivano però richieste all’agrigentina una serie di informazioni personali: dati anagrafici e perfino conto corrente. Fra le righe della pseudo lettera formale anche la ventilata ipotesi del pagamento di una ammenda per bloccare l’iter dei procedimenti penali. La donna – ed è stata appunto la quarta denuncia raccolta nel giro di neanche due settimane – s’è recata subito alla caserma “Anghelone” di via Crispi.

Anche lei, infatti, non è caduta nel “phishing”, ossia nel tipo di truffa fatta su internet con la quale un malintenzionato cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso di strumenti finanziari, fingendosi ente (nei casi agrigentini è stato addirittura tirato in mezzo il ministero dell’Interno) affidabile. I poliziotti dell’ufficio Denunce hanno già trasmesso ai colleghi della Postale questa nuova denuncia. 

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