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Il tribunale di Agrigento

Il tribunale di Agrigento

Il tentato omicidio dei braccianti agricoli nigeriani, scarcerato il giovane favarese

I giudici hanno accolto la richiesta dei difensori e, ritenendo che le esigenze cautelari si siano affievolite, gli hanno sostituito la misura con i domiciliari

E' stato scarcerato Giuseppe Fanara, 28 anni, di Favara. Si tratta del giovane accusato d'aver sparato contro due braccianti agricoli nigeriani con i quali avrebbe avuto una lite, rifiutandosi - secondo l'accusa - di pagar loro 5 euro a testa. 

I giudici hanno accolto la richiesta dei difensori - gli avvocati Antonino Gaziano e Salvatore Tirinnocchi - e, ritenendo che le esigenze cautelari si siano affievolite, gli hanno sostituito la misura con i domiciliari.

Fanara è già sotto processo con le accuse di tentato omicidio, lesioni aggravate, detenzione e porto illegale in luogo aperto al pubblico di una pistola. Il Pm, Salvatore Vella, ha disposto il giudizio direttissimo.

Il ventottenne si è sempre difeso sostenendo d'aver sparato solo per difendere il padre da un’aggressione, ma senza alcuna intenzione di ucciderli. La sua versione è opposta a quella riferita dai tre nigeriani che erano stati ingaggiati come braccianti agricoli. Gli stranieri, rimasti feriti alla testa e alle gambe, sostengono che il ventottenne si sarebbe rifiutato di pagare loro i 5 euro a testa.

L'imprenditore agricolo aveva chiesto a tre nigeriani - aveva ricostruito il Pm - di lavorare sui suoi terreni dalle 7 del mattino fino alle 17, per 30 euro a testa. Visto che i lavori non sarebbero stati conclusi, ai tre migranti è stato chiesto di fermarsi al lavoro fino alle 18. Al momento del pagamento - è proseguita la ricostruzione del sostituto procuratore - i tre nigeriani hanno chiesto 5 euro in più, a testa, visto che avevano fatto un'ora di lavoro in più. Giuseppe Fanara si sarebbe arrabbiato, li avrebbe bastonati e poi tirando fuori una pistola, avrebbe esploso dei colpi". 

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