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La requisitoria / Licata

Doppio tentato omicidio con coltellate alla schiena e bottigliate al volto: chiesta condanna a 10 anni e 6 mesi

Contestata l'aggravante dello "sfregio permanente" introdotta nel 2019 con il "codice rosso": l'aggressione scaturita da un tentativo della vittima di sedare un litigio fra l'imputato 23enne e un conoscente

Dieci anni e sei mesi di reclusione per un doppio tentato omicidio: sono stati chiesti dal pubblico ministero Giulia Sbocchia nei confronti di un ventiquattrenne marocchino, da tempo residente a Licata, che avrebbe brutalmente aggredito con coltellate alla schiena e bottigliate al volto un connazionale che, poco prima, avrebbe provato a sedare un litigio all'interno di un bar.

Il magistrato della procura ha chiesto che venga riconosciuto colpevole di due ipotesi di tentato omicidio con le aggravanti dell'avere agito per futili motivi, con premeditazione e per avere provocato alla vittima uno sfregio permanente.

Doppio tentato omicidio: 21enne a giudizio

Quest'ultima circostanza ha fatto scattare la contestazione di una specifica aggravante prevista dal "codice rosso" e introdotta proprio poche settimane prima dei fatti.

Due gli episodi al centro del processo, entrambi avvenuti a Licata a distanza di un giorno ovvero il 24 e il 25 agosto del 2019. Youssef, dopo avere avuto un banale litigio con un connazionale, perchè era intervenuto poco prima per riportare la calma fra lui e una terza persona, sarebbe andato nella sua abitazione per prendere un coltello a serramanico e consumare la vendetta.

Coltellate e bottigliate al volto per avere sedato litigio, il racconto in aula della vittima

Nella prima circostanza lo avrebbe ferito con diversi fendenti alla schiena provocandogli ferite all'emitorace. L'indomani lo avrebbe colpito al volto con una bottiglia di vetro provocandogli vaste ferite lacerocontuse al viso. La seconda aggressione ha provocato uno sfregio permanente alla vittima. 

Dopo la requisitoria i giudici della seconda sezione penale, presieduta da Wilma Angela Mazzara, hanno dato la parola al difensore dell'imputato, l'avvocato Angelo Benvenuto per l'intervento conclusivo. Il 25 giugno sarà emessa la sentenza.

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