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Da sinistra, Antonio Massimino e Liborio Militello

Da sinistra, Antonio Massimino e Liborio Militello

"Tentata estorsione aggravata", scena muta di Massimino e Militello

Fra i presupposti del fermo e delle esigenze cautelari c'è, e sembrerebbe essere prioritario, il pericolo di fuga. Secondo l'accusa, il commerciante voleva "scappare in Belgio"

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Antonio Massimino e Liborio Militello. A distanza di 48 ore dal fermo disposto dalla Direzione distrettuale antimafia, i due indagati sono comparsi davanti al Gip per l'interrogatorio di convalida. Ad essere delegato per rogatoria dal collega del tribunale di Palermo - che è competente visto che viene contestata l'aggravante del "metodo mafioso" - è stato il giudice per le indagini preliminari Francesco Provenzano. Il giudice deciderà nelle prossime ore se convalidare o meno il fermo e quale misura applicare.

Il fermo - emesso su direttiva del procuratore aggiunto Maurizio Scalia e dei Pm Claudio Camilleri ed Alessia Sinatra della Procura distrettuale antimafia di Palermo - è stato eseguito dalla Dia di Agrigento che è coordinata dal vice questore aggiunto Roberto Cilona.

Fra i presupposti del fermo e delle esigenze cautelari c'è, e sembrerebbe essere prioritario, il pericolo di fuga. Investigatori ed inquirenti lo hanno ricavato dalla lettura delle trascrizioni delle conversazioni telefoniche intercettate. "Emerge con palmare evidenza che Massimino sta pianificando la sua fuga all'estero che egli ha in progetto di realizzare quanto prima" - scrive il pubblico ministero - . "L'inequivocabile intenzione di darsi ad imminente fuga" - prosegue il magistrato, nel decreto di fermo - si evince nei colloqui telefonici del 4 novembre scorso.

Antonio Massimino avrebbe - ricostruisce l'accusa - proposto "la vendita di un consistente quantitativo di bibite, in quanto a suo dire, deve realizzare un incasso perché intenzionato ad andare repentinamente in un luogo non indicato". Secondo i magistrati della Dda, inoltre, Antonio Massimino, commerciante, di 48 anni, avrebbe parlato, durante una telefonata di "estradizione". Ed avrebbe chiesto anche informazioni sui paesi dove è possibile o meno l'estradizione. L'ipotesi investigativa dei magistrati - riportata sempre nel decreto di fermo - è che Massimino volesse recarsi in Belgio, "in una località definita San Giuseppe". E l'idea, degli inquirenti, è che volesse scappare per "sottrarsi all'esecuzione di provvedimenti giudiziari a suo carico". 

Massimino ha nominato come difensore l’avvocato Salvatore Pennica, suo legale anche nei precedenti processi in cui è stato coinvolto. Militello è, invece, difeso dagli avvocati Carmelita Danile e Nicolò Grillo. 

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