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Da sinistra, Antonio Massimino e Liborio Militello

Da sinistra, Antonio Massimino e Liborio Militello

"Tentarono di estorcere soldi ad un imprenditore", 2 arresti

La Dia, su disposizione del procuratore aggiunto di Palermo Maurizio Scalia e dei Pm Claudio Camilleri e Alessia Sinatra, ha fermato Antonio Massimino di 48 anni e Liborio Militello di 49

Le perquisizioni sono ancora in corso. La Dia di Agrigento sta controllando tutti i beni ed i possedimenti dei due agrigentini che sono stati arrestati all'alba di oggi. 

Con l'accusa di tentata estorsione nei confronti di un imprenditore, la Dia ha, infatti, arrestato Antonio Massimino di 48 anni e Liborio Militello di 49 anni. I fermi sono stati disposti dal procuratore aggiunto di Palermo Maurizio Scalia, che ha coordinato l'indagine con i Pm Claudio Camilleri e Alessia Sinatra.

IL VIDEO DEGLI ARRESTATI ACCOMPAGNATI ALLA POLIZIA

I due uomini sono accusati di tre tentativi d’estorsione aggravata, fra l'ottobre del 2016 e l'aprile del 2016, ai danni di un imprenditore edile agrigentino impegnato nella realizzazione di una palazzina in città. "Gli episodi estorsivi, che si sono concretizzati in richieste di denaro e in assunzioni di personale, - ha reso noto, ufficialmente, la Dia di Agrigento - sono avvenuti presso il cantiere edile e gli uffici dell’impresa interessata, attraverso il metodo mafioso.

Massimino era stato tratto in arresto in territorio belga il 13 gennaio del 1999, in quanto raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’ufficio Gip del Tribunale di Palermo, su richiesta di quella Direzione Distrettuale Antimafia, nell’ambito della cosiddetta operazione “Akragas“, che aveva consentito, fra l’altro, di individuare i responsabili di ben 22 omicidi, un tentato a omicidio ed un sequestro di persona. L’arresto del Massimino scaturiva dalle dichiarazioni rese dal collaboratore empedoclino Alfonso Falzone, il quale, affermava che lo stesso fosse persona “vicina” alla famiglia di Cosa Nostra di Agrigento-Villaseta.

Massimino venne condannato alla pena di quattro anni di reclusione per associazione mafiosa, poi confermata in appello.

L'11 luglio del 2005, Massimino - prosegue la nota stampa della Dia di Agrigento - è stato tratto in arresto, unitamente ad altre persone, in esecuzione ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’ufficio GIP del Tribunale di Palermo su richiesta di quella Direzione Distrettuale Antimafia, nell’ambito dell’operazione 'San Calogero'. Con sentenza del GUP del Tribunale di Palermo, nel processo celebrato col rito abbreviato, Massimino è stato condannato alla pena di 15 anni di reclusione, per aver fatto parte, in qualità di promotore e organizzatore di un’associazione diretta al traffico di stupefacenti; di aver fatto parte delle famiglie mafiose operanti ad Agrigento, articolazione dell’associazione denominata Cosa Nostra. 

L’altro arrestato, Militello, sarebbe risultato essere - conclude la Dia di Agrigento - un fidatissimo sodale del Antonio Massimino "dal quale ha ricevuto sistematicamente ordini che ha portato regolarmente a compimento"" - scrivono investigatori ed inquirenti - . 

I due fermati sono stati già portati alla casa circondariale di Agrigento. 

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