Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

"Tentata estorsione", la difesa di Massimino chiede di annullare l'ordinanza

L'avvocato Salvatore Pennica, ieri mattina, ha discusso il ricorso presentato al tribunale del Riesame ed i giudici depositeranno il provvedimento entro lunedì

Antonio Massimino

La difesa di Antonio Massimino, 48 anni, - finito in carcere all'otto novembre per tre ipotesi di tentata estorsione aggravata dall'agevolazione di Cosa Nostra - chiede al tribunale del Riesame di annullare l'ordinanza di custodia cautelare. L'avvocato Salvatore Pennica, ieri mattina, ha discusso il ricorso ed i giudici depositeranno il provvedimento entro lunedì. Lo riporta il Giornale di Sicilia.

Massimino venne fermato dalla Dia. Il gip di Palermo, Nicola Aiello, ha escluso la prima tentata estorsione, quella relativa ad una richiesta di denaro fatta a due noti imprenditori, ritenendo che fosse il presunto braccio destro di Massimino, Liborio Militello, 49 anni, l'unico autore del tentato taglieggiamento. 

"Basta ascoltarla e leggere la trascrizione - ha detto l'avvocato Pennica ai giudici del tribunale del Riesame - per comprendere che non c'è stata alcuna estorsione. È una conversazione normalissima fra due persone che si conoscono da decenni. Massimino ripete di voler chiedere solo una cortesia per timore di essere equivocato. Anche la scelta del posto dove tentare di fare un' estorsione non avrebbe avuto senso. Se si sono incontrati nel bar di fronte al tribunale - ha spiegato la difesa - è perché non temeva certo di essere visto da pm, forze dell' ordine, cancellieri e professionisti che frequentano il palazzo di giustizia".
 

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