Tempio di Zeus, oltre l'anastilosi del telamone ci sono altri due progetti

Le iniziative riguarderanno la ricostruzione di una parte del frontale della struttura e la risistemazione dei blocchi oggi abbandonati

Una ricostruzione dell'antico tempio

Tempio di Zeus, oltre all'anastilosi del telamone c'è di più.

Il Parco Archeologico, infatti, ha predisposto un progetto ben più ampio, al quale si lavora in realtà dal lontano 2013, quando si avviò un’attività studio e “ricognizione” insieme all’Istituto di studi germanici che ha consentito di mappare e dare un “nome” ad ognuno dei blocchi che oggi si trovano in ordine più o meno strutturato nell’area del tempio e che da qui ai prossimi anni saranno oggetto di una iniziativa di “riordino” mai vista prima.

Rimesso in piedi il "gigante" (che è oggi completo al 90%), si provvederà alla musealizzazione a terra di un intero architrave a partire dal capitello fino al completamento di tutti gli elementi che formavano, per capirci, l’area triangolare della facciata del tempio. Alla fine si riuscirà a mettere in piedi una struttura lunga almeno 12 metri.

L’ultima iniziativa progettuale è quella che riguarderà una riorganizzazione dei blocchi oggi presenti intorno all’area del tempio, “residui” del lavoro avviato, ma non completato, dall’archeologo Pirro Marconi. In particolare si provvederà ad aprire un varco tra gli elementi che sono stati collocati tra il tempio e l’altare, realizzando un corridoio e rimodulando il punto di accesso all’area del bene, cambiando di fatto in modo totale anche il modo di vedere il tempio.

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In quest’ottica si ragionerà, in una seconda fase, di un altro progetto che consentirà di riscontrare visivamente l’effettiva quota del pavimento del tempio, collocando ad esempio delle sagome e dei pannelli in plexiglas che daranno ai turisti un'idea di come era strutturato internamente il tempio e di quanto è stato modificato nei secoli.

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