Teatro da camera al Circolo Empedocleo, in scena la vita di Fra' Diego La Matina

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Serata emozionante e piena di tensioni drammaturgiche per il quinto appuntamento della stagione teatrale Teatro da Camera al Circolo Empedocleo di Agrigento: uno spazio storico che si propone come area privilegiata di riferimento culturale e teatrale della nostra città.

Una messinscena coraggiosa tra video, ouverture celebri e intense recitazioni per il docu-dramma “Fra Diego La Matina, vita straordinaria di un frate mandato al rogo per eresia nel 1658” ed assunto da Leonardo Sciascia come simbolo di aspirazione alla libertà civile e religiosa. Personaggio storico a cui il grande scrittore racalmutese ha dedicato il suo pamphet rivoluzionario “Morte dell'Inquisitore”, un vero e proprio “j'accuse” contro le ingiustizie dell'Inquisizione, della gerarchia ecclesiastica e della nobiltà fiancheggiatrice.

Mario Gaziano e Giuseppe Adamo hanno proposto per il quinto appuntamento dunque un teatro civile e sociale, per una stagione teatrale veramente colta e condivisa da un pubblico numerosissimo, a cui hanno dato anima e vita gli artisti del Pirandello stable festival con le voci narranti di Liborio Triassi e Giugiù Amato e la regia di Mario Gaziano. 

Note didascaliche di conduzione proprio da“Morte dell'inquisitore”di Leonardo Sciascia. E i video-disegni illustrativi di Andrea Carisi e con una perfomance struggente di Franco Di Salvo e Maria Grazia Castellana, una recitazione esplosiva e coinvolgente di Giugiù Gramaglia e Alfonso Marchica, con la corrispondenza puntuale e partecipata di Alfio Russo Angelo Provenzano Giuseppe Gramaglia e Lea Vella con canti dolci e ammalianti. 

E con il sempre grande Nenè Sciortino a sottolineare con canti popolari e di rivolta le drammaticità sceniche. Uno spettacolo applaudito e apprezzato, ma anche una lezione di storia per recuperare i valori di libertà e di “tenace concetto” a cui Sciascia guardò sempre con spirito razionale e illuminato.

Un particolare apprezzamento i curatori del progetto Giuseppe Adamo e Mario Gaziano esprimono per le efficacissime riprese di documentazione del giornalista Diego Romeo.

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