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Area "Drasy", tavolo tecnico a Palermo: «Incontro proficuo»

"Quest'incontro - spiega Claudio Lombardo di Mareamico - avviene per cercare di trovare una compatibilità tra le esercitazioni militari, che si svolgono da circa 58 anni presso il poligono di tiro di Drasy e l'esigenza di far nascere una riserva naturale nei luoghi limitrofi a questa servitù"

Si è svolto giovedì, a Palermo presso Palazzo d’Orleans, un tavolo tecnico tra la Regione Sicilia, l’Esercito Italiano e le principali Associazioni ambientaliste siciliane interessate alla risoluzione della vicenda Punta bianca – poligono militare di drasy.

Quest’incontro ha visto impegnati la vice presidente della Regione Sicilia, Mariella Lo Bello, il generale Dalzini e l’associazione Mareamico con Claudio Lombardo, l’associazione Marevivo con Fabio Galluzzo, il Wwf con Franco Andaloro e Legambiente con Mimmo Fontana e Claudia Casa.

"Quest’incontro  - spiega Claudio Lombardo - avviene per cercare di trovare una compatibilità tra le esercitazioni militari, che si svolgono da circa 58 anni presso il poligono di tiro di Drasy e l’esigenza di far nascere una riserva naturale nei luoghi limitrofi a questa servitù. Giova ricordare che da quasi 20 anni per questi luoghi è stata richiesta da Marevivo l’istituzione di una riserva naturale orientata denominata Punta bianca e scoglio patella. Alla fine del proficuo incontro si è deciso di accelerare l’iter dell’istituzione della riserva predisponendo una nuova proposta di perimetrazione per l’area in questione, nelle more dell’individuazione di zona diversa da drasy dove svolgere le esercitazioni militari. Si è deciso altresì di far partecipare direttamente l’Esercito Italiano a tale discussione e lo stesso, già da ora, si è impegnato a ridurre le esercitazioni, soprattutto nel periodo primaverile ed eventualmente sospenderle in stretta connessione con alcune festività (pasqua, 25 aprile, primo maggio e 2 giugno) per permettere una maggiore fruizione dell’area ai turisti e alle scolaresche".

Alla fine della riunione le Associazioni ambientaliste hanno insistito e ribadito la necessità di individuare immediatamente un'area idonea a spostare il poligono di tiro.

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