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Tariffe idriche, interviene anche Grande sud

Dopo le battaglie dell'Italia dei valori, anche altre parti della realtà politica intervengono in...

Dopo le battaglie dell'Italia dei valori, adesso anche altre parti della realtà politica intervengono in merito alle nuove tariffe idriche proposte da Girgenti acque, in via di approvazione dal Cda dell'Ato idrico. Ieri il Consiglio comunale, che ha rinviato l'aromento a martedì, oggi interviene Grande sud, contrario alle tariffazione proposta, il quale pone alcune domande "poco chiare" all'Ato, riguardo "alcuni punti della convenzione stipulata nel 2007 tra l’Ato idrico e Girgenti acque".

"Come mai - chiede il coordinamento provinciale del partito - la Carta dei servizi e il Regolamento per l’utenza, strumenti indispensabili per verificare gli elementi che incidono sull’abbassamento o innalzamento delle tariffe, sono stati approvati solo ora nonostante l’ente gestore dovesse predisporli entro sei mesi dalla sottoscrizione della convenzione? E’ stata predisposta la certificazione del sistema di qualità, cosi come previsto nella convenzione, al fine di  ottimizzare il ciclo di gestione con abbassamento della tariffa? Considerato che nella formulazione della tariffa si applica il metodo normalizzato che contiene anche le perdite da monte a valle della rete idrica, sono stati attuati gli interventi ritenuti prioritari nella convenzione quali: riqualificazione e/o rifacimento delle reti necessari e urgenti, istallazione / sostituzione dei contatori? Quali misure sono state adottate per fronteggiare i mancati incassi dovuti all’evasione?"

Il nuovo piano tariffario.
Barbara Garascia e Marco Mantisi, osservano che “da un’accurata disamina della nuova proposta di tariffazione è emersa una suddivisione in 4 fasce di consumo; nulla però viene specificato in merito ai criteri adottati per individuarle né si rilevano elementi che consentano di ritenere tutelato il diritto dei cittadini alla fruizione di un bene primario. In ogni caso, riteniamo che la tariffazione proposta da Girgenti acque rappresenti un ulteriore aggravio di spesa (circa 100 euro) su bollette già onerose. Da una statistica nazionale, considerando che il consumo medio giornaliero di una persona è di circa 65 mc/annui (se si utilizza l’acqua con parsimonia), nella prima fascia (da 0 a 80) potrebbe collocarsi un nucleo familiare composto da una sola persona. Una famiglia di tre persone con un consumo medio stimato in 195 mc/annui (sempre con uso parsimonioso) rientrerà per il 25percento nella quarta fascia con un parametro di 2,7955 euro/mc. La famiglia media italiana (marito, moglie e due figli) rientrerebbe interamente nella 4 fascia per più di 100 mc/annui con un costo di 2,7955 euro/mc. Va sottolineato che con queste 4 fasce la tariffa media non verrebbe ad essere di 1,55 euro/mc come stabilito nella convenzione ma di circa 1,90 euro/mc".
 
La proposta del partito. "Intervenendo soltanto sulla distribuzione del consumo per fascia dei residenti, lungi dal determinare un sovraccarico per il cittadino, garantirebbe un risparmio reale medio a famiglia. Il nostro partito, propone inoltre, per supportare ulteriormente le fasce deboli, di far rientrare nel primo scaglione i nuclei familiari percettori di un solo reddito derivante unicamente da: pensione sociale o pensione di reversibilità. Per le famiglie definite numerose (con più di 3 figli a carico), con reddito complessivo inferiore a 15mila euro e per i nuclei familiari in cui vi siano gravi disabilità (L. 104/92) privi di indennità di accompagnamento e con reddito complessivo inferiore a 12mila euro si propone di ricomprenderli nella seconda fascia.  E ancora, riteniamo che, qualora si volesse mantenere la tariffazione col metodo pro die, bisognerebbe prevedere il conguaglio annuale sui costi riferiti all’intero anno".

Grande sud non esclude un'auspicabile ritorno alle tariffe del 2005. Propone poi "per un ulteriore abbattimento delle tariffe, un rientro dei costi razionalizzando: l’uso dei locali (sfruttando locali comunali offerti gratuitamente e dismettendo quelli in locazione che si appalesano superflui); le spese di rappresentanza, le spese per i consigli di amministrazione, e potenziando con accertamenti sul territorio la lotta all’evasione".

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