Tari ingiusta? I cittadini contro il Comune: "Mai visto un netturbino"

Il comitato ha chiesto un incontro al prefetto, ma ha anche programmato una forte mobilitazione di protesta

E' braccio di ferro tra il Comune di Agrigento ed alcuni cittadini di Raffadali. In alcune zone, secondo quanto fanno sapere i raffadalesi, il Comune di Agrigento non avrebbe mai attivato il servizio di raccolta dei rifiuti. I raffadalesi protestano contro una Tari – a loro dire – ingiusta da parte del Comune di Agrigento.

Ad alzare la voce sono i cittadini del comitato Modaccamo-Cattà, composto da cittadini residenti nel Comune di Raffadali e proprietari di terreni e fabbricati siti nel territorio del Comune di Agrigento e segnatamente nelle contrade Modaccamo, Cattà, Pietra Rossa, Busunè, Grotticelle.

“Le contrade in questione – scrivono i cittadini del comitato - sono lontane dal centro del Comune di Agrigento ed in alcuni casi per arrivare nelle stesse bisogna attraversare e superare, partendo da Agrigento e lungo la SS 118, il territorio del Comune di Raffadali”.

“In quelle contrade - scrive il comitato - non si è mai visto un netturbino e mai è stato posizionato qualsiasi contenitore per la raccolta dei rifiuti".

I cittadini delle zone interessate utilizzano gli immobili solo nel periodo estivo ed a causa del mancato servizio hanno – da sempre - conferito i rifiuti nei cassonetti situati nel Comune di Raffadali.

“Il comitato - scrivono - ha cercato costantemente un confronto con l’amministrazione comunale e con il suo dirigente dell’ufficio tributi ma senza esito alcuno e spesso ricevendo risposte evasive o contrastanti tra i vari uffici che fanno emergere la mancanza di volontà nell’affrontare il problema”.

“Il tavolo di confronto chiesto al prefetto di Agrigento - scrive il comitato - si ritiene utile anche per capire il motivo per cui il Comune di Agrigento invia ai cittadini di alcune contrade la richiesta di pagamento con una tariffa piena per poi ( a seguito di ricorso/reclamo) procedere a rettifica, applicando degli abbattimenti su una tariffa comunque illegittima”

Il Comitato  in attesa dell’incontro con il prefetto di Agrigento, sta programmando una mobilitazione di protesta nella convinzione che l’atteggiamento del Comune di Agrigento e degli organismi ( Ato Gesa ecc.) che hanno compartecipato alla stesura degli avvisi di accertamento è soverchiante, privo di ogni logica e contrario allo spirito della legge e contrario ai principi elaborati dalla Cassazione in materia. La lotta alla evasione fiscale è cosa santa e giusta ma per essere seria deve  essere fatta nei confronti di chi usufruisce dei servizi e non paga il dovuto.

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