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"Occupati abusivamente terreni privati", Comune condannato a pagare i danni

A deciderlo il Tribunale amministrativo regionale

I terreni erano occupati in modo abusivo dal Comune, ente condannato a risarcire un privato. 

A deciderlo è stato il Tribunale amministrativo regionale al quale si era appunto rivolta una famiglia che accusava un'occupazione illegittima occupazione e soprattutto l'irreversibile trasformazione di aree di sua proprietà.

I proprietari dei terreni, difesi dagli avvocati Girolamo Rubino, Armando Buttitta e Vincenzo Airò, hanno chiesto la condanna del Comune di Canicattì alla restituzione delle aree o il risarcimento integrale del danno subito. 

Il Tribunale, accogliendo le tesi difensive ha ritenuto che "l’occupazione di un bene di proprietà privata, ove non assistita da un valido ed efficace titolo giustificativo, non comporta l’acquisizione alla mano pubblica, ancorché sia intervenuta l’irreversibile trasformazione del bene stesso per effetto della realizzazione dell’opera pubblica sul bene oggetto di illegittima apprensione" e che, soprattuto, "il mero fatto dell’intervenuta realizzazione dell’opera pubblica non assurge a titolo di acquisto".

Il Comune dovrà quindi adesso valutare se procedere alla restituzione del terreno, eliminando le opere realizzate sopra di esso o procedere all’acquisizione sanante che è onerosa ovviamente per l'ente. 

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