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Domenica, 23 Giugno 2024
Il contenzioso

Poliziotto agrigentino trasferito per alcuni parenti pregiudicati: il Tar accoglie il ricorso e stoppa tutto

L'agente si era visto assegnare ad altra sede perchè la circostanza, secondo il ministero, avrebbe leso il prestigio dell'ente

Il Tar di Palermo sconfessa il ministero dell'Interno e blocca il trasferimento di un poliziotto agrigentino che si era visto costretto a lasciare la Questura della propria città a causa di alcuni precedenti penali che riguardavano dei parenti.

L'agente, dopo anni di servizio prestati fuori dalla propria città di origine, presentava al ministero dell’Interno una domanda di trasferimento al fine di fare rientro ad Agrigento.

Dopo avere inizialmente accolto la domanda di trasferimento il ministero lo aveva revocato, alla luce del parere negativo del questore di Agrigento secondo cui la sussistenza di precedenti penali a carico di parenti dell’agente avrebbero potuto "nuocere all'immagine ed al prestigio della polizia di Stato e, pertanto, tali legami di parentela avrebbero reso inopportuno il trasferimento".

L'agente, quindi, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza, ha proposto ricorso al Tar. I legali, in particolare, hanno dedotto l’insussistenza di alcun pregiudizio per l’immagine ed il prestigio della polizia di Stato, sostenendo che "i generici e non precisati precedenti penali non sarebbero stati idonei a sostenere la revoca del trasferimento".

Inoltre è stato dimostrato in giudizio che i precedenti riguardavano persone in alcuni casi decedute da tempo ed in altri residenti al di fuori della provincia di Agrigento.

Il Tar, dopo una prima ordinanza cautelare che aveva consentito il trasferimento dell'agente alla Questura di Agrigento, ha emesso una sentenza che ha accolto definitivamente il ricorso, ritenendo "illogica e insufficiente la motivazione del ministero".

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