Libreria contro pub si contendono suolo pubblico in via Atenea, vince la movida

Il Tar dà ragione al titolare di un noto bar che aveva ottenuto lo spazio all'aperto per collocare tendone, sedie e tavoli

Libreria contro pub, cultura contro movida: il Tar dà ragione al noto locale al centro della via Atenea, che dopo la fine del lockdown si è attrezzato per riprendere le attività, e gli concede di mantenere lo spazio all'esterno che il Comune di Agrigento gli aveva assegnato.

La vicenda scaturisce da un ricorso, presentato dal proprietario di alcuni locali della via Atenea ceduti in locazione al gestore di una nota libreria, che - assistito dagli avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airò - chiedeva l'annullamento di alcuni provvedimenti amministrativi emessi nei confronti di un imprenditore, rappresentato e difeso dagli avvocati Luigi Fazio Gelata e Barbara Garascia, che da anni gestisce un pub, punto di riferimento della movida da anni. 

Nel mirino del ricorrente l'autorizzazione, rilasciata dal settore Attività produttive di Palazzo dei Giganti nel 2014, con cui concedeva "una porzione di suolo pubblico, nell'area prospiciente l'ingresso laterale dell'attività, per la collocazione di una struttura ombreggiante (tenda retrattile) a riparo di tavoli e sedie". Quindici metri quadrati di suolo pubblico, nel cuore del "salotto buono" della città, proprio di fronte alla scalinata che porta a piazza San Francesco, altra meta preferita da giovani e meno giovani per le uscite serali, che hanno scatenato un contenzioso legale durato ben sei anni.

La richiesta di rettifica

In riferimento all'articolo "Suolo pubblico conteso da libreria e pub: vince la movida" pubblicato oggi sulla vostra testata si precisa quanto segue. La vicenda giudiziaria risale al 2014, cioè ben prima che la libreria "Il Mercante di Libri" fosse aperta. Il ricorso venne avviato dal proprietario dei locali in un momento in cui nei locali di via Atenea vi era peraltro un'altra attività commerciale. E' quindi errato parlare di un qualsivoglia scontro tra la mia libreria e il pub (tra l'altro facilmente identificabili dai dettagli presenti nell'articolo), stante che oggi le due attività commerciali coltivano un rapporto di grande collaborazione e, soprattutto, che non vi è alcuna contrapposizione tra libreria e "movida" come invece si vorrebbe far apparire. Si chiede quindi di voler rettificare i contenuti in questione perché non corrispondenti ad una ricostruzione precisa dei fatti.

Alessandro Accurso Tagano
Titolare Libreria Il Mercante di Libri

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La controreplica della redazione

Prendiamo atto, con stupore, della precisazione del signor Alessandro Accurso Tagano (le cui generalità sono state omesse nel rispetto dell'articolo 6 del codice deontologico, che sancisce l'essenzialità dell'informazione), i cui contenuti - duole dirlo - sono assai distorti e, indubbiamente, infondati. Il signor Accurso Tagano evidenzia una circostanza debitamente riportata nell'articolo, vale a dire che "la vicenda giudiziaria risale al 2014, "cioè ben prima che la libreria "Il Mercante di Libri" fosse aperta". Omette, però, di aggiungere - in maniera assai imprecisa - che è proseguita senza alcuna rinuncia alle pretese fino alla sentenza del 26.5.2020, quando i giudici del Tar hanno rigettato tutti i punti dell'articolato ricorso del proprietario dei locali che chiedeva l'annullamento della concessione di occupazione del suolo pubblico. Pertanto non vi è che non veda la "contrapposizione" che, adesso, si vuole negare azzardando, in maniera persino offensiva, che la ricostruzione dei fatti, operata sulla base degli atti giudiziari ostensibili, sia "non precisa" e chiedendo - addirittura - una rettifica che ha presupposti di legge del tutto diversi che, evidentemente, si sconoscono. Infine, quanto al "rapporto di grande collaborazione" coltivato fra le due attività, la redazione di AgrigentoNotizie si stupisce che il signor Accurso Tagano abbia mancato l'occasione per rappresentarlo, in questi anni, al proprietario dei locali dove insiste la sua attività che, fino al 26.5.2020, ovvero ieri, giorno di stesura dell'articolo, ha insistito chiedendo ai giudici che venisse revocata la concessione per il suolo pubblico che avrebbe sancito la sostanziale chiusura dell'attività.
 

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