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La sede di Girgenti Acque

La sede di Girgenti Acque

"Penale da 300 mila euro", Girgenti Acque condannata dal Tar

La società che gestisce il servizio idrico agrigentino non avrebbe relazionato sul controllo degli scarichi inquinanti in fognatura come richiesto dal Consorzio d'ambito territoriale

Girgenti Acque condannata dal Tar a pagare una penale di 300 mila euro. La società che gestisce il servizio idrico agrigentino non avrebbe relazionato sul controllo degli scarichi inquinanti in fognatura, come richiesto dal Consorzio d'ambito territoriale ottimale di Agrigento. Lo rende noto Girolamo Rubino, legale del commissario straordinario liquidatore del Consorzio Roberto Barberi.

“A seguito della comunicazione dei dati mensili sulla gestione del servizio idrico integrato - scrive il legale in una nota - relativamente ai rapporti di prova delle analisi delle acque reflue il Consorzio d'ambito ha riscontrato il superamento dei parametri oltre i limiti previsti”. Dunque il Consorzio ha richiesto a Girgenti acque adeguate relazioni tecniche. “In particolare – si legge nella nota - di relazionare in ordine al controllo degli scarichi inquinanti in fognatura, ritenendo che tale attività rientri tra gli obblighi contrattuali del disciplinare tecnico allegato alla convenzione”.

"In assenza di riscontro da parte della società, il Consorzio d'ambito  - prosegue l’avvocato Rubino - ha reitarto la richiesta di relazione, diffidando Girgenti Acque a provvedere e assegnando un termine di 15 giorni, con avviso di applicazioni delle penali previste dalla convenzione nell'ipotesi di perdurante inadempienza”.

Da qui, la decisione del Consorzio di applicare una penale di 300 mila euro ai danni di Girgenti Acque, che, prosegue Rubino, “con apposita nota ribadiva che risulterebbe esulante dalla propria competenza il controllo degli scarichi industriali in fognatura, che sarebbe di competenza dei comuni”.

Così, la società ha fatto ricorso al Tar Sicilia, chiedendo l'annullamento della penale. “I difensori della società – si legge ancora nella nota del legale - hanno ribadito che la vigilanza su tutti gli scarichi in fognatura rientra nelle esclusive competenze dei comuni, e quindi che la società ricorrente non sarebbe preposta al controllo degli scarichi industriali”.

Ma la prima sezione del Tar Sicilia di Palermo, presieduta da Calogero Ferlisi, ha dato ragione al Consorzio, respingendo la richiesta di sospensione della penale e condannando la società anche al pagamento delle spese giudiziali.

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