Cronaca

"Il capannone del caseificio non era abusivo", il Tar salva impresa e 50 dipendenti

I giudici sospendono l'ordinanza di demolizione emessa dal Comune di Agrigento che riteneva illegittima la realizzazione dell'opera

Il Tar di Palermo salva il caseificio Fazio di via Unità d'Italia, a San Giusippuzzu, e sospende un'ordinanza di demolizione del Comune di Agrigento che avrebbe, con ogni probabilità comportato la chiusura dell'attività. 

I giudici hanno accolto il ricorso, nella fase cautelare, presentato dagli avvocati Luigi Fazio Gelata e Salvatore Manganello, "congelando" il provvedimento del Comune di Agrigento con cui veniva ingiunta la demolizione di alcune opere ritenute abusive in quanto realizzate in assenza del permesso di costruire.

In particolare, il Tar di Palermo, ritenendo fondato il ricorso, ha precisato che la tesi sostenuta dal Comune di Agrigento, secondo cui le "Segnalazioni di inizio attività" presentate dal caseificio avrebbero determinato la realizzazione di un capannone, risulta destituita di fondamento, "poiché il ricorrente era ed è in possesso dei titoli autorizzativi ed edilizi che hanno consentito la realizzazione delle opere di cui veniva illegittimamente richiesta la demolizione".

Il Tar di Palermo, quindi, tenuto conto dei profili di fondatezza del ricorso e "del gravissimo danno economico, incidente anche sotto il profilo lavorativo, derivante dall'esecuzione dell'ordinanza di demolizione che determinerebbe di fatto la chiusura di una importantissima realtà imprenditoriale", ne ha sospeso l'efficacia.

Per effetto del provvedimento, quindi, il caseificio potrà proseguire la propria attività lavorativa scongiurando il licenziamento di cinquanta impiegati. La vicenda, adesso, sarà discussa nel merito. 

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