Il Tar boccia la Soprintendenza, restano aperti due stabilimenti

Provvedimento cautelare dei giudici amministrativi dopo che l'ente aveva revocato le autorizzazioni. La vicenda, che adesso sarà discussa nel merito, scaturisce da un esposto di Mareamico

La spiaggia di Bovo Marina

Il Tar boccia la Sovrintendenza e salva dalla chiusura due stabilimenti balneari di Bovo Marina, a Montallegro. Lo scorso anno l'associazione "Mare Amico" presentava un esposto chiedendo se le concessioni demaniali rilasciate all'interno della spiaggia dei due locali fossero in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie ed in particolare del parere della Soprintendenza alla luce del vigente pieno paesistico.

In seguito alla presentazione dell'esposto veniva effettuato un sopralluogo in località "Bovo Marina" e i titolari degli stabilimenti dichiaravano di essere in possesso di tutte le autorizzazioni previste dalla legge, ma nonostante ciò la soprintendente dei Beni culturali ed ambientali di Agrigento, Gabriella Costantino, ritenendo gli stabilimenti privi di una valida autorizzazione paesaggistica, emetteva un'ordinanza di rimessione in pristino dei luoghi.

Le due donne titolari degli stabilimenti, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino, Vincenzo Airò e Calogero Marino, proponevano un ricorso davanti al Tar Sicilia contro la Soprintendenza, per l'annullamento, previa sospensione, dell'ordinanza di rimessione in pristino. In particolare gli avvocati Rubino, Airò e Marino hanno censurato il provvedimento impugnato sotto il profilo dell'eccesso di potere, per violazione della circolare assessoriale secondo cui "nel caso di opere da realizzare su luoghi demaniali l'autorizzazione rilasciata dalla Soprintendente avrà validità pari alla durata della concessione demaniale; nonchè per violazione della legge regionale inerente la formazione del "silenzio assenso", atteso che le ditte avevano ritualmente richiesto comunque il rinnovo dell'autorizzazione paesaggistica, e la Soprintendenza era rimasta silente".

La prima sezione del Tar Sicilia di Palermo (presidente Calogero Ferlisi, relatore Aurora Lento) ritenendo sussistente il "periculum in mora", essendo imminente l'avvio della stagione balneare, e ritenendo fondate le censure dei legali delle imprenditrici, ha accolto la richiesta cautelare di sospensione dell'esecuzione del provvedimento. Gli stabilimenti, quindi, nell'attesa della decisione di merito, resteranno aperti.  

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