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"Tangenti all'Ufficio tecnico in cambio di concessioni", giudice va in pensione: slitta verdetto

Il processo è quello scaturito dall'inchiesta Self Service, in primo grado erano state decise otto condanne

Il giudice Salvatore Barresi è andato in pensione, di conseguenza il collegio di Corte di appello è stato modificato con l’inserimento, al suo posto, di Filippo Messana. È stato necessario, quindi, provvedere a rinnovare la requisitoria del pg (che ha confermato le proprie richieste di condanna) e le arringhe difensive degli avvocati Vincenzo Caponnetto, Lillo Fiorello e Arnaldo Faro. Il processo è quello scaturito dall’inchiesta “Self service”, che avrebbe sgominato un giro di tangenti all’Ufficio tecnico comunale di Agrigento.

Il 15 novembre si torna in aula per le discussioni degli altri difensori, fra cui gli avvocati Angelo Nicotra, Antonino Mormino, Antonio Catania, Antonio Baldacchino, Diego Galluzzo, Salvatore Pennica e Nicolò Grillo. In precedenza il sostituto procuratore generale di Palermo, Domenico Gozzo, ha chiesto otto condanne.

A quattro anni di reclusione, in primo grado, era stato condannato l'architetto Luigi Zicari, 64 anni, funzionario dell'ufficio; 2 anni per l'ex dirigente dell'Ufficio tecnico, Sebastiano Di Francesco (ritenuto responsabile di abuso di ufficio ma non di corruzione), e per altri 3 imputati: Pietro Vullo, 47 anni, Roberto Gallo Afflitto, 47 anni, soci di fatto dello stesso studio, e l'imprenditore Gerlando Tuttolomondo, 79 anni.

I giudici hanno condannato anche due vigili urbani - Rosario Troisi, 59 anni, e Calogero Albanese di 57 anni, nel 2010 nella squadra anti-abusivismo della polizia municipale - e il veterinario Massimo Lorgio di 48 anni, per una vicenda parallela all'ipotizzato giro di tangenti e relativa ad un falso verbale di controllo eseguito in un cantiere. Troisi è stato condannato ad un anno e 4 mesi, Albanese ad un anno e due mesi e Lorgio a 7 mesi di reclusione. Il magistrato che rappresenta l'accusa ha chiesto un aumento di pena per Zicari (5 anni) e Gallo Afflitto (3 anni) e una riduzione della condanna, per effetto della parziale prescrizione, per Di Francesco (un anno e sei mesi) e Lorgio (5 mesi). Sollecitata la conferma della pena per gli altri. 
 

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