Tangenti all'Irfis in cambio di finanziamenti, la difesa: "Rinvio a giudizio nullo"

Il legale di uno dei principali imputati chiede anche di dichiarare inutilizzabili le intercettazioni

La nullità dei rinvii a giudizio "perché i capi di imputazione sono estremamente generici e non consentono di esercitare in maniera adeguata e compiuta il diritto di difesa" e l'inutilizzabilità delle intercettazioni "in quanto disposte nell'ambito di altri procedimenti". Con una raffica di eccezioni preliminari, sintetizzate in una memoria, è iniziato il processo a carico di diciassette imputati dell'inchiesta "Giano Bifronte" che ipotizza un giro di tangenti in cambio della concessione di prestiti a tasso agevolato da parte dell'Irfis, istituto di credito di cui la Regione è unico azionista. Ieri mattina, davanti ai giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, c'è stato il primo passaggio in aula dopo i rinvii a giudizio decisi, lo scorso 14 marzo, dal gup Giuseppe Miceli.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

L’inchiesta ruota attorno a due personaggi chiave: il funzionario dell'istituto Paolo Minafò, 53 anni, palermitano, e il consulente del lavoro Antonio Vetro, 48 anni, di Favara. Entrambi erano finiti in carcere il 21 giugno del 2017, giorno dell'operazione, eseguita dalla Guardia di Finanza. Vetro, secondo l’accusa, avrebbe ideato un sistema corruttivo che si serviva della società di consulenza Intersystem srl di cui lui era amministratore e Minafò sarebbe stato socio occulto. Le tangenti, necessarie perché in caso contrario la richiesta di finanziamento sarebbe stata bloccata con un pretesto oppure scavalcata dalle altre che erano state presentate dagli imprenditori che avevano pagato la “bustarella”, sarebbero state mascherate con delle consulenze all'Intersystem. 
Le eccezioni sono state presentate dall'avvocato Francesco Gibilaro, difensore di Vetro. Il pubblico ministero Alessandra Russo, come già fatto all'udienza preliminare su alcuni temi simili, si è opposta alle richieste difensive e i giudici hanno rinviato al 27 febbraio per sciogliere la riserva.
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • "Vendesi villa da sogno", casa Modugno a Lampedusa potrà essere acquistata

  • Coronavirus, 7 nuovi casi: 3 ad Aragona, 2 a Sciacca, 1 ad Agrigento e a Palma

  • Coronavirus, boom di contagi ad Aragona e tamponi positivi anche a Licata

  • A 214 km orari sulla statale 640, raffica di multe per l'elevata velocità e per uso del cellulare

  • Emergenza Covid-19: diagnosticati 7 nuovi contagi ad Aragona che è a 16 casi: positivi anche ad Agrigento e Sciacca

  • Schizza il bilancio dei positivi nell'Agrigentino, ancora casi a Canicattì e Licata

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
AgrigentoNotizie è in caricamento