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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca Campobello di Licata

"Tangenti in cambio di finanziamenti agevolati", attenuata misura per imprenditore

Per Sebastiano Caizza, 39 anni, di Campobello, accusato di falso e corruzione, l'obbligo di dimora è stato sostituito con l'obbligo di firma

Un’altra misura cautelare attenuata dal gip Francesco Provenzano dopo gli interrogatori di garanzia e nell'attesa che l’inchiesta “Giano Bifronte”, che ipotizza un giro di tangenti in cambio della concessione di finanziamenti agevolati all’Irfis, approdi al tribunale del riesame.

Il giudice, accogliendo l’istanza dell’avvocato Salvatore Manganello, ha sostituito l’obbligo di dimora con l’obbligo di firma da adempiere una volta alla settimana nei confronti dell’imprenditore Sebastiano Caizza, 39 anni, di Campobello, accusato di corruzione e falso. L’operazione, con diciassette misure cautelari, è stata messa a segno dalla Guardia di Finanza lo scorso 21 giugno. Caizza, amministratore della Group Service avrebbe pagato una tangente, che gli inquirenti non riescono a quantificare, a Paolo Minafò, funzionario dell’Irfis – società finanziaria controllata dalla Regione – per ottenere un finanziamento di 629 mila euro.

Per dimostrare di avere diritto all’erogazione dei fondi sarebbero state falsificate alcune fatture. Considerato che i fatti sono abbastanza datati (risalgono al 2013) il gip, dopo l’interrogatorio, ha attenuato la misura.

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