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Lunedì, 30 Gennaio 2023
Operazione Self Service

Falso verbale di ispezione in un cantiere e licenze illegittime, la procura: "Reato prescritto per vigili e dirigente Utc"

L'operazione ha sgominato un giro di tangenti all'ufficio tecnico di Agrigento con la consegna delle mazzetta davanti alle telecamere: un secondo processo di appello esaminerà le ultime tre posizioni

Per il procuratore generale va confermata la sentenza di appello che aveva sancito la prescrizione dei reati a carico dell'ex dirigente dell'Ufficio tecnico comunale di Agrigento, Sebastiano Di Francesco, 63 anni e di due vigili urbani, Rosario Troisi, 64 anni e Calogero Albanese, 62, all'epoca dei fatti - nel 2010 - in servizio nella squadra antiabusivismo.

Il magistrato che rappresenta l'accusa ha formulato le sue richieste conclusive al secondo processo di appello ordinato dalla Cassazione poco più di un anno fa. 

Dodici anni dopo l'operazione "Self Service", che ha sgominato un giro di tangenti all'Ufficio tecnico comunale di Agrigento in cambio di concessioni edilizie che imprenditori o professionisti avrebbero ottenuto scalzando altri che non pagavano, si attende un nuovo verdetto che potrebbe non mettere neppure la parola fine alla vicenda giudiziaria. 

I giudici della Suprema Corte, nel dicembre del 2021, hanno assolto Di Francesco, "perchè il fatto non sussiste", da un'ipotesi di abuso di ufficio relativa al rilascio di alcune licenze edilizie ritenute illegittime. Per altre accuse analoghe, già prescritte in precedenza (in primo grado era stata decisa la condanna a 2 anni), è stato disposto un nuovo processo dove i giudici potranno adesso confermare la sentenza di non doversi procedere o assolverlo.

Rinvio in Corte di appello pure per decidere sulla posizione dei due vigili urbani. Troisi e Albanese, nel 2010 nella squadra antiabusivismo della polizia municipale, per una vicenda parallela all'ipotizzato giro di tangenti e relativa ad un falso verbale di controllo eseguito in un cantiere, erano stati condannati in primo grado. Troisi ad un anno e 4 mesi, Albanese ad un anno e due mesi. Secondo l'impostazione accusatoria iniziale i due agenti avrebbero falsificato la relazione di servizio relativa a un'ispezione in un cantiere di un'abitazione dove un veterinario - cliente dell'architetto Salvatore Troisi, fratello del vigile (indagato nel blitz che ha patteggiato oltre dieci anni fa) - aveva commesso degli abusi edilizi.

Nel primo processo di appello i giudici avevano dichiarato la prescrizione ma la difesa avrà la possibilità di ottenere, nel procedimento bis, un'assoluzione nel merito. Il procuratore generale di Palermo, Claudia De Giglio, intanto, ha chiesto la conferma del verdetto ovvero la prescrizione. Il difensore di parte civile Giovanni Castronovo, che assiste il Comune di Agrigento, si è associato mentre i difensori - gli avvocati Angelo Nicotra, Lillo Fiorello e Vincenzo Caponnetto - illustreranno le loro arringhe all'udienza del 27 giugno.

L'operazione della Digos - al termine di un'indagine durante la quale sono stati intercettati gli uffici del Comune con telecamere nascoste e microspie, oltre che i telefoni degli indagati - è scattata il 29 novembre del 2011. Alcuni degli indagati hanno deciso di patteggiare la pena, per gli altri il processo si è trascinato per le lunghe.

Il principale imputato era l’architetto Luigi Zicari, intercettato al telefono mentre contrattava tangenti in cambio di licenze edilizie da parte di tecnici e imprenditori: dopo una condanna a 4 anni in primo grado era stata dichiarata la prescrizione in appello e il verdetto è diventato definitivo. Altre conferme sono arrivate dalle immagini delle telecamere piazzate dalla polizia che immortalavano i passaggi di denaro. 

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