Abbattimento degli alberi, "Mani libere" presenta nuovo esposto alla procura

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Lo scrivente Giuseppe Di Rosa Coordinatore del Movimento a tutela del cittadino denominato “Mani Libere” : a prosecuzione di nostro esposto denuncia datato 2 Aprile u.s. indirizzato a Codesti uffici per i quali lo scrivente è stato già sentito in data 25 Giugno u.s. presso gli uffici di Codesta Procura da personale appositamente da Voi delegato, allega alla presente note stampa con le quali: l'Ordine degli Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Agrigento con nota scritta ed interviste varie effettuate dal Presidente Provinciale Dott./ssa Maria Giovanna Mangione , ha di fatto confermato quanto da noi Denunciato nel nostro esposto denuncia; conseguenziale intervento dell'Amministrazione Comunale attiva che d'un colpo (ha sempre con interviste e note stampa contrastato le nostre denunce ed iniziative asserendo che tutto era in regola, e tutto era giustificato da somme urgenze dovute alla tutela della incolumità dei cittadini) si è accorta che le autorizzazioni per le procedure di abbattimento (realizzate con fondi privati di cittadini particolarmente solleciti nell'eliminare delle piante che creavano disturbo spesso ad attività commerciali o residenze private) venivano rilasciate quasi unicamente da relazioni agronomiche di parte, a dire sempre dell'Amministrazione però il Comune non era in condizione di contrastare tali relazioni in assenza di personale con specifici titoli (come più volte denunciato dallo scrivente). “E così le demolizioni, pare, proseguivano come atti meramente burocratici.“

Per quanto sopra: si chiede di volere aggiornare la denuncia nei confronti del Comune di Agrigento (con eventuale nuova convocazione dello scrivente), l'agronomo che avrebbe effettuato le relazioni ed i lavori senza le dovute autorizzazioni e quanti altri ritengano colpevoli con dolo gli uffici in indirizzo.
Tanto si doveva ai fini della salvaguardia dell’interesse pubblico.

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