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Indagini / Canicattì

Tagliati i tiranti e danneggiati altri due vigneti, stessa "mano" crea allarme in città

In un caso sono stati creati danni per oltre 100 mila euro. Ma si parla di altri quattro, ulteriori, raid in danno di proprietari terrieri e coltivatori

Danneggiati – sempre con le stesse, identiche, modalità – altri due vigneti. In uno, in contrada Caizza, sono state buttate a terra, tranciando i tiranti, oltre mille viti con il relativo frutto che era pronto ad essere raccolto. Il danno è stato quantificato in oltre 35 mila euro. Nel secondo, in contrada Grottarossa, sono state rase al suolo diverse decine di piante, anch’esse con l’uva pendente, provocando un danno di diverse migliaia di euro.

Entrambi i danneggiamenti, subiti da altrettanti proprietari terrieri, sono stati già denunciati ai poliziotti del commissariato di Canicattì. Ma ieri, nella città dell’uva Italia, si rincorrevano voci di altri, ulteriori, danneggiamenti sempre in danno di vigneti. Forse tre, forse quattro. Ma non risultavano essere state, non ancora almeno, le relative denunce alle forze dell’ordine.

I danneggiamenti delle contrade Caizza e Grottarossa sono risultati essere identici – ecco perché si parla della stessa “mano” – a quello messo a segno nei giorni precedenti: tranciati 70 fili tiranti, che sostenevano su 2 lati il vigneto, e distrutte circa 1.200 piante di “Uva Italia”, tutte con frutto prossimo alla vendemmia. Quanto sta avvenendo, negli ultimi giorni a Canicattì, non è, purtroppo, una novità. Anche lo scorso anno – fra la città dell’uva Italia, Racalmuto, Naro ed Aragona – si sono registrati fatti di questo genere. Soprattutto a Canicattì però che è, appunto, la patria dell’uva Italia.

Anche quest’anno, dunque, gli agenti del commissariato, dopo aver notiziato la Procura di Agrigento, hanno avviato le indagini su quelli che sono, a tutti gli effetti, danneggiamenti mirati. Danneggiamenti che tendono a colpire, soprattutto, chi commercia in uva. Non ci sono naturalmente certezze investigativa, ma l’ipotesi – che sembra andare per la maggiore – è che questi danneggiamenti possano essere messi a segno nell’ambito della cosiddetta concorrenza sleale. Serve però, è indispensabile per arrestare il trend di ogni anno, che le denunce vengano formalizzare fornendo anche eventuali, ipotetici, sospetti. Spetterà, poi, agli investigatori suffragare quelli che sono dei semplici sospetti. Senza elementi utili, spesso mancano addirittura le denunce e tutto resta “per sentito dire”, le indagini non soltanto non saranno semplici, ma molto probabilmente non porteranno neanche a niente. 

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