Sabato, 24 Luglio 2021
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Cronaca

Snals, Gilda e Anief: "No ai tagli previsti per gli organici della scuola"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Le previsioni, alimentate in un primo momento da voci non ufficiali e successivamente dalle segnalazioni di diversi dirigenti scolastici della Provincia di Agrigento, alla fine purtroppo hanno confermato una diminuzione degli organici del personale docente, finora ufficialmente nella scuola dell’Infanzia e Primaria, ordini di scuola in cui molti docenti, in questi giorni, individuati come soprannumerari sono stati costretti a presentare domanda di trasferimento quali perdenti posto.

Sulla base di quanto constatato, avvertiamo lo stesso timore per gli organici della Scuola Secondaria e per il personale ATA, di cui ancora non abbiamo contezza.

La scuola agrigentina, dopo il flagello dei tagli lineari imposti dalla riforma Gelmini lentamente nel corso degli anni si era ripresa, non avendo più fatto registrare, salvo sparute eccezioni in qualche classe di concorso della scuola secondaria di 2° grado, situazioni di esubero o di criticità.

Per queste ragioni appare più grave e, per certi versi inspiegabile, l’impostazione politica assunta dall’Ambito Territoriale di Agrigento, che al primo approccio di determinazione degli organici aveva fatto paventare una vera e propria ecatombe, che, seppur in parte ridimensionata, sembra tuttavia destinata a determinare un consistente taglio di posti nell’organico di diritto del personale docente.

Se qualche decennio fa, come detto prima, i tagli lineari venivano imposti dall’alto e gli uffici periferici dovevano forzosamente assumere i panni di meri esecutori di disposizioni immodificabili, negli ultimi anni, nonostante non si sia messo mano alle normative che regolano la composizione delle classi e degli organici, il Ministero dell’Istruzione, come del resto era accaduto l’anno scorso, ha confermato nei numeri l’organico in vigore, manifestando, così facendo, la volontà di non tagliare i posti, anche alla luce della grave situazione sociale ed economica causata dall’emergenza epidemiologica, che stiamo vivendo.

A questo si aggiunga che anche in condizioni, per così dire normali, la provincia di Agrigento si caratterizzava, già di suo, per una situazione di profonda crisi economica diffusa, disoccupazione, dispersione scolastica più alti della media nazionale. L’edilizia scolastica , inoltre, presenta carenze strutturali e mancanza di locali adeguati come palestre, mense, laboratori e, in certi casi, le classi si trovano allocate in abitazioni private, in violazione di tutte le più elementari norme di sicurezza.

In un contesto del genere ed in un momento storico come quello attuale è chiaro che non si possono applicare sic et simpliciter i parametri previsti da normative obsolete, facendo i conti con la calcolatrice e dividendo il numero degli alunni da trasformare in classi.

Il buon senso e le normative prevedono delle deroghe, che dovrebbero portare in nome e nell’interesse esclusivo degli alunni, che sono la componente più importante del sistema istruzione,

ad operare con flessibilità, apertura mentale e, quando serve, anche con creatività, al fine di salvaguardare il diritto allo studio, che la nostra Costituzione tutela e garantisce.

Il calo demografico, che è inconfutabile, non può giustificare una siffatta riduzione di docenti e di classi, come se la pandemia non esistesse e come se i numeri degli alunni per classe siano un vangelo intoccabile, quando, invece, è notorio che possono essere ridotti, senza arrecare danno all’erario, visto che sono stati assegnati alla nostra Provincia i posti necessari.

Le scriventi Organizzazioni Sindacali chiedono all’Ambito Territoriale di Agrigento, nella persona del Dirigente pro tempore, di operare con la massima elasticità possibile e di non lasciarsi intrappolare da un eccessivo burocratismo e di tenere nella giusta considerazione le esigenze del territorio agrigentino e le legittime aspettative di tutti gli operatori scolastici, inclusi alunni e genitori.

Il taglio dei posti di docenti non si traduce solo in un problema occupazionale, ma si concretizza con la creazione di classi più affollate, dove non sarà possibile garantire il distanziamento necessario, gli standard minimi di superficie, già previsti prima del Covid 19 e, soprattutto, determinerà una lesione del diritto allo studio e della qualità dell’istruzione, che ricadrà principalmente sugli alunni più deboli e problematici.

Non dimentichiamo nemmeno il fatto che la copiosa perdita di posti nell’organico di diritto, anche se in parte potrà essere assorbita dai pensionamenti, rischia di cancellare i trasferimenti interprovinciali, stroncando le speranze dei tanti docenti “esiliati” agrigentini, che aspirano a ritornare a casa e di ricongiungersi alle famiglie. Più grave il fatto che non ci saranno nuove assunzioni nella scuola agrigentina, bloccando di fatto il necessario rinnovamento della classe docente e deludendo le aspettative di tantissimi precari, che hanno vinto un concorso e sono in attesa di essere assunti. Il tutto avrà ripercussioni anche sugli incarichi e le supplenze che nel prossimo anno scolastico saranno limitatissimi.

La provincia di Agrigento è una delle più povere d’Italia e un taglio ad esempio di 200 docenti comporterebbe circa 5 milioni di euro in meno di rimesse statali verso il territorio.

Le scriventi Organizzazioni Sindacali chiedono urgentemente ai Sindaci, al Commissario del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, che a breve si dovranno occupare di come riorganizzare le nuove classi pollaio nelle aule già fortemente inadeguate del territorio, di far sentire alta e forte la loro voce. Chiedono a tutta la Deputazione Regionale e Nazionale della Provincia di Agrigento di intervenire anche presso il Ministero dell’Istruzione.

Si esorta ulteriormente il Dirigente dell’Ambito Territoriale di Agrigento a fare uno sforzo di elasticità e di porre rimedio a questa situazione, affinché la Sua gestione non esordisca negativamente e non sia ricordata un giorno come la mannaia che ha falcidiato classi e posti di lavoro.

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