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Cronaca Canicattì

Tagli ad un laboratorio d'analisi, il Cga condanna l'Asp di Agrigento

Le riduzioni del budget non possono essere retroattive. Lo ha deciso il Consiglio di giustizia amministrativa con una sentenza contro l'azienda sanitaria

I tagli al budget dei laboratori di analisi non possono essere retroattivi. Lo ha deciso il Consiglio di giustizia amministrativa, con una sentenza che condanna l'Asp di Agrigento. A renderlo noto è stato l'avvocato Girolamo Rubino, che ha ricostruito l'articolato iter giudiziario della vicenda.

Tutto comincia nel 2014, quando al laboratorio di analisi cliniche Tac srl, con sede a Canicattì, accreditato e convenzionato con il servizio sanitario regionale per l'erogazione di prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, è stato assegnato un budget pari a 298.130 euro. "Nel 2015 - fa sapere l'avvocato Rubino, che insieme al collega Giuseppe Impiduglia, ha assistito il laboratorio d'analisi - la società continuava ad erogare prestazioni per il Servizio sanitario regionale e in mancanza della determinazione del budget per l'anno 2015 faceva affidamento sulle somme assegnate per l'anno 2014; solo con nota del novembre 2015 l'Asp di Agrigento comunicava che il budget provvisorio lordo anno 2015 era pari ad euro 244.799".

La società dunque, solo nel novembre 2015, quando già risultavano erogate prestazioni per un importo pari a 264.552 euro, si vedeva assegnato un budget pari ad euro 244.799, di gran lunga inferiore rispetto a quello assegnato nell'anno 2014. Da qui, la decisione di fare ricorso al Tar Sicilia, contro l'Asp di Agrigento e l'assessorato regionale della Salute, per l'annullamento del provvedimento di determinazione del budget provvisorio lordo annuo e di altri provvedimenti connessi, "lamentando tra l'altro - prosegue Rubino - la violazione del principio dell'affidamento e del principio di irretroattività delle norme giuridiche".

Il Tar Sicilia, aveva accolto il ricorso, annullando i provvedimenti impugnati, condividendo le censure formulate dagli avvocati Rubino e impiduglia, e condannando anche l'Asp di Agrigento al pagamento delle spese giudiziali. Ma l'azienda sanitaria, nella persona del direttore generale Salvatore Lucio Ficarra, rappresentato e difeso dall'avvocato Emanuele Maganuco del foro di Gela, ha proposto appello davanti al Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana in sede giurisdizionale, per l'annullamento della sentenza resa dal Tar e sfavorevole all'Asp, "reiterando tra l'altro - aggiunge il legale - un profilo di inammissibilità delle censure formulate dagli avvocati, già disatteso dal giudice di primo grado".

Anche davanti al Cga si è costituito in giudizio il laboratorio di analisi di Canicattì per chiedere il rigetto dell'appello, sottolineando - aggiunge Rubino - "l'assenza di un danno grave ed irreparabile incombente suul'appellante. Il Consiglio di giustizia amministrativa, presieduto da Claudio Zucchelli, condividendo le tesi difensive dell'avvocato Girolamo Rubino, ha respinto la richiesta cautelare di sospensione dell' esecutività della sentenza di primo grado avanzata dal difensore dell'Asp di Agrigento, condannando quest'ultima anche al pagamento delle spese giudiziali inerenti la fase cautelare. Pertanto, per effetto della pronunzia cautelare resa dal Cga, il titolare del laboratorio di analisi avrà diritto al mantenimento del miglior budget in precedenza attribuito mentre l'Asp di Agrigento pagherà le spese giudiziali. 

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