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Cronaca Realmonte

"Ha aiutato l'amico a suicidarsi": 16enne rinviato a giudizio per la morte di Mirko La Mendola

Il gup del tribunale di Palermo ha deciso che il ragazzo andrà a processo per istigazione o aiuto al suicidio. La Mendola decise di farla finita sparandosi sulla spiaggia di Punta Grande per non aver superato un concorso in polizia

Andrà a processo per istigazione o aiuto al suicidio il 16enne che, secondo l'accusa, avrebbe "assistito" l'amico Mirko La Mendola di 27 anni ad uccidersi in spiaggia, la sera del 25 agosto scorso, a Punta Grande in territorio di Realmonte. Lo ha deciso il gup del tribunale di Palermo, Maria Pino, accogliendo le istanze del pm Francesco Grassi che ha chiesto il rinvio a giudizio del minorenne.. La Mendola aveva deciso di farla finita dopo la delusione di non aver superato un concorso per allievi in polizia.

Il minorenne - di origini nissene che compirà 17 anni il mese prossimo, difeso dall'avvocato Calogero Buscarino - sarebbe stato accanto a Mirko fino all'ultimo momento, quando ebbe la freddezza di spararsi un colpo di pistola alla tempia. I familiari della vittima sono assistiti dall'avvocato Rosario Didato.
La difesa aveva chiesto di sottoporre il minorenne ad una perizia psichiatrica per accertare se, al momento dei fatti, era capace di intendere e di volere. Richiasta alla quale sia la Procura minorile che la parte offesa si sono opposti e rigettata dal gup che ha deciso il rinvio a giudizio. Il processo comincerà al tribunale minorile di Palermo il prossimo 2 marzo. Il giovane si trova al momento affidato ad un istituto penale minorile ma all'udienza preliminare conclusiva era presente in aula insieme alla madre e al fratello della vittima.
Secondo la procura il 16enne rinviato a giudizio, "condividendo con Mirko La Mendola, a lui legato da profonda ed intensa amicizia, il programma da questi ideato di porre fine alla propria esistenza a seguito di una cocente delusione legata al mancato superamento di un concorso, prestando assistenza morale e materiale nelle fasi preparatorie ed esecutive dell’atto finale, coadiuvando la vittima nel realizzare le ultime volontà in relazione alle persone a cui dire addio, accompagnandola nel luogo prescelto per il suicidio, rimanendo sul posto fino al compimento del gesto estremo e dandogli materiale aiuto nella relativa esecuzione, rafforzava e comunque agevolava l'esecuzione del proposito di suicidio attuato da La Mendola attraverso l’esplosione di un colpo di pistola alla tempia sinistra, in conseguenza del quale riportava gravi lesioni cranio-encefaliche che ne determinavano il decesso".

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