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B&B abusivi, ex Provincia: "Occorre legislazione adeguata"

È di qualche giorno fa la segnalazione, da parte del Distretto turistico Valle dei templi di Agrigento, di strutture ricettive nel territorio provinciale non in regola

E' di qualche giorno fa la segnalazione, da parte del Distretto turistico Valle dei templi di Agrigento, di strutture ricettive nel territorio provinciale non in regola con le prescritte autorizzazioni.

A tal proposito interviene con una nota l'ex Provincia regionale. “Negli ultimi anni - si legge - vi è stata un’intensa attività di apertura di nuove strutture ricettive quasi esclusivamente nel settore extra-alberghiero B&B, case vacanze, affittacamere ecc. Nel contempo si è notevolmente sviluppata anche un’accoglienza nelle seconde case anche a fini turistici che, seppure prevista dalla normativa vigente, è, a volte, ai limiti della legalità se si pubblicizza come struttura ricettiva regolarmente classificata, ma che può liberamente proporsi sul mercato se non svolge servizi ricettivi tipici".

"In merito - prosegue la nota - il libero Consorzio svolge soltanto un’attività di classificazione delle strutture tipizzate per la verifica del livello qualitativo dell’accoglienza come alberghi, turismo rurale, affittacamere, case vacanza, alberghi diffusi ecc. mentre compete ai Comuni l’autorizzazione allo svolgimento dell’attività ricettiva. L’Ufficio provvede ogni anno ad inviare ai Comuni l’elenco delle strutture ricettive classificate chiedendo maggiori controlli e collaborazione per l’individuazione delle strutture abusive. Non tutti i Comuni, però, danno il massimo della collaborazione".

"Di recente - precisa l'ex Provincia - ai Comuni è stato anche inviato l’elenco delle strutture ricettive che si promuovono sulle Olta (On line travel agency) e che non risultano fra le strutture classificate. E’ emerso che alcune strutture avevano regolarmente presentato la 'Scia', ma non è pervenuta la pratica per la classificazione. Molte altre, lungi dall’essere strutture abusive sono proposte come affitti a fini turistici che pertanto non sono soggette al controllo pubblico di classificazione e autorizzazione. Mentre altre meritano maggiori controlli se abusano dei nomi delle strutture ricettive classificate o svolgono servizi ricettivi specifici di tipo imprenditoriale. A fronte di questo contesto siamo in presenza di una legislazione sulle classificazioni spesso poco attenta ai bisogni turistici emergenti che andrebbe adeguata dagli organi legislativi".

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