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Esortava i giovani a non arrendersi, il liceo Foscolo ricorda il professore Pietro Carmina

Il docente di storia e filosofia è una delle dieci vittime della strage di Ravanusa

La vita non è un gratta e vinci: la vita si abbranca, si azzanna, si conquista. Usate le parole che vi ho insegnato per difendervi e per difendere chi quelle parole non le ha. Non siate spettatori ma protagonisti della storia che vivete oggi: infilatevi dentro, sporcatevi le mani, mordetela la vita, non adattatevi, impegnatevi, non rinunciate mai a perseguire le vostre mete, anche le più ambiziose, caricatevi sulle spalle chi non ce la fa”.

Queste sono state le ormai celebri parole di concedo agli studenti del professor Pietro Carmina, il docente di Storia e Filosofia morto nel crollo della sua abitazione di via Trilussa a Ravanusa. Alcuni brani della commovente lettera, che il docente aveva scritto nel giugno del 2018 in occasione del suo pensionamento, erano stati ripresi anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione del messaggio di fine anni agli italiani.

Il giorno dopo il primo anniversario della strage di Ravanusa, il liceo Foscolo di Canicattì, istituto quest'ultimo dove ha insegnato Pitero Carmina, ha raccolto il testamento morale del compianto professore e ha impresso, su una targa, il messaggio di incoraggiamento che il professore Pietro Carmina aveva inoltrato ai suoi studenti. Alla presenza delle autorità e dei familiari delle vittime della strage di Ravanusa, fra i quali anche Mario Carmina, il figlio del professore Pietro, si è svolta la cerimonia di intitolazione della sala conferenze del liceo canicattinese.

Il Capo dello Stato ricorda il professore Carmina nel discorso di fine anno: "Le sue parole esempio di dedizione"

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