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Strage nel Canale di Sicilia, cerimonia dei Laici comboniani

L'iniziativa, organizzata dai Laici missionari comboniani di Agrigento, si è svolta a Porta di Ponte, ha visto la partecipazione di numerose persone, ed è soprattutto consistita in due brevi momenti di preghiera, uno per i musulmani, l'altro per i cristiani, che hanno voluto significare come la fede unisca le persone

A seguito della tragedia avventa nel Mediterraneo lo scorso 19 aprile, in cui hanno perso la vita oltre 700 persone, e delle tante altre morti verificatesi nel “Mare nostrum”, si è svolta ad Agrigento una manifestazione per dire basta alle stragi nel Mediterraneo e, nel contempo, fare memoria delle tante persone che in questa traversata hanno perso la vita.

L’iniziativa, organizzata dai Laici missionari comboniani di Agrigento, si è svolta a Porta di Ponte, ha visto la partecipazione di numerose persone, ed è soprattutto consistita in due brevi momenti di preghiera, uno per i musulmani, l’altro per i cristiani, che hanno voluto significare come la fede unisca le persone. Al termine dei piccoli ceri sono stati posti laddove era stata collocata una barchetta di cartone, per ricordare i migranti scomparsi e rappresentare anche un segno di vita.

Sicuramente nelle morti in mare ci sono delle responsabilità - dice Angelo Piraneo, Laico Comboniano - degli stati, della politica, ma c’è anche una nostra responsabilità quando vediamo il migrante come una minaccia al nostro vivere o, peggio, quando ci chiudiamo nell’indifferenza”.

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