Stop dalla Cassazione al doppio mandato per i consigli, avvocatura in subbuglio

Le sezioni unite della Cassazione danno ragione ad Antonino Cremona, rischiano di saltare tutte le manovre elettorali per il rinnovo

Stop dalla Cassazione ai candidati al consiglio forense che abbiano già sulle spalle due mandati consecutivi. La potenziale rivoluzione nel mondo dell’avvocatura, in vista delle elezioni per i rinnovi degli organismi rappresentativi della categoria, parte da Agrigento. Le sezioni unite della Suprema Corte si sono pronunciate, pur non definitivamente visto che si è trattato di un annullamento con rinvio, su un contenzioso sollevato dall'avvocato agrigentino Antonino Maria Cremona, eletto alle ultime elezioni consigliere dell’Ordine degli avvocati di Agrigento, che sta portando avanti una battaglia legale contro altri componenti dell’organismo di cui chiede sia dichiarata l’ineleggibilità.

Dopo un’iniziale bocciatura da parte degli organi giurisdizionali intermedi, la sua battaglia pare avere fatto breccia e rivoluzionerebbe la prossima campagna elettorale dove, in blocco, erano pronti a ricandidarsi, anche con ambizioni di presidente, avvocati con più mandati sulle spalle. La questione sta tutta nell'interpretazione della legge, entrata in vigore nel 2017, che prevede l’ineleggibilità dei candidati dopo due mandati consecutivi.

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Il punto è se questo “tetto” vigesse a partire dal 2017 per il futuro oppure da subito anche per il passato. Secondo Cremona vigeva da subito. Per questo ha chiesto l’ineleggibilità del presidente Vincenzo Avanzato, del vicepresidente Salvatore Maurizio Buggea e di altri componenti che hanno sforato il limite dei due mandati: Lilla Azzarello, Ignazio Valenza, Fabio Quattrocchi e Gerlando Alonge. La Corte gli ha dato ragione ma ritiene che, per una questione tecnica giuridica, debba essere il consiglio nazionale a sancire il principio.

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