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"Mancano i mezzi adeguati", e lo studente disabile di Aragona rischia di dover abbandonare la scuola

L'assurda storia di Stefano. Le ditte accreditate per il trasporto degli studenti disabili non dispongono di un mezzo con la "pedana elevatrice". Mamma Zina ha tentato di porre rimedio accompagnandolo ogni giorno a scuola. Ma adesso rischia di perdere il lavoro

Stefano ha 17 anni. E' un ragazzo di Aragona ed è affetto da tetraparesi distonica, una malattia che gli provoca gravi problemi motori e che lo costringe a vivere su una sedia a rotelle. Ma come tutti i ragazzi di 17 anni ha i suoi sogni e le sue aspirazioni. Eppure Stefano tra qualche giorno potrebbe essere costretto a non frequentare più la sua scuola, l'istituto tecnico "Foderà" di Agrigento.

Sì, perché le ditte accreditate al Libero consorzio comunale di Agrigento (ex Provincia regionale) per il trasporto degli studenti disabili non dispongono di un mezzo con la "pedana elevatrice". Una beffa alla quale mamma Zina, che è una lavoratrice "Asu", ha tentato di porre rimedio accompagnando ogni giorno il figlio a scuola con due autovetture: una per Stefano e una per la sua carrozzina, che è molto voluminosa. "Ma adesso i giorni di ferie a mia disposizione stanno finendo. O si trova una soluzione o sarò costretta a sospendermi dal posto di lavoro, rischiando di portare sul lastrico la mia famiglia" dice la donna.

"Questa potrebbe essere la sua ultima settimana di scuola – dice la mamma di Stefano – anche se non mi arrenderò mai. Ho chiamato più volte le cooperative accreditate e tutte mi hanno risposto con grande tranquillità che non hanno mezzi adeguati". Un problema a cui la donna ha tentato di porre rimedio utilizzando una ditta privata di trasporto.

"Ma il costo è troppo oneroso – spiega – e non riuscivamo a sostenerlo». Mamma Zina adesso chiede che qualcuno intervenga per consentire a Stefano di continuare a frequentare la scuola e scongiurare l'abbandono delle lezioni da parte del figlio. «E' una situazione assurda, non posso permettere che mio figlio abbandoni la scuola solo perché non ci sono i mezzi che, come previsto dalla legge, dovrebbero essere utilizzati per accompagnarlo a scuola".

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