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Cronaca

Stalking a sfondo sessuale a dipendente, lo psicologo: "Ansia e paura per le persecuzioni"

Il sanitario ha rivelato di avere avuto in cura la donna che, a causa degli approcci del direttore del museo, avrebbe manifestato "confusione, paura e respiro strozzato"

"La signora è venuta nel mio studio nel febbraio del 2015 dicendomi di avere bisogno di cura e supporto psicologico per gli approcci sessuali che subiva al lavoro e le ritorsioni che derivavano dal suo rifiuto. Accusava confusione, insonnia, paura, ansia e respiro strozzato".

Lo psicologo che aveva in cura la donna, sei anni fa, dopo i primi passi della vicenda, ha raccontato in aula i disagi che sarebbero stati provocati dall'attività persecutoria compiuta, secondo l'accusa, dall'ex direttore della Biblioteca Pirandelliana ed ex sovrintendente Vincenzo Caruso, ai danni di una dipendente che lo ha denunciato e fatto finire a processo per un'accusa di stalking a sfondo sessuale.

L'operatore sanitario, rispondendo al pubblico ministero Manuela Sajeva, al difensore di parte civile Arnaldo Faro e e ai legali dell'imputato Vincenzo Caponnetto e Walter Tesauro, ha ricostruito quello che, secondo il suo punto di vista, è stato un vero e proprio tormento interiore subito dalla donna. 

Caruso in un primo momento era indagato pure per concussione: il dirigente, secondo il racconto della donna, avrebbe vendicato il "no" alle sue avances con atti amministrativi ritorsivi come il rifiuto di concederle i permessi ai sensi della cosiddetta "legge 104" per assistere il padre ammalato o delle contestazioni pretestuose come, ad esempio, in occasione di una pausa caffè con una collega. 

"Le ho praticato alcuni test clinici - ha aggiunto lo psicologo - che hanno confermato il suo atteggiamento di crisi, voleva anche farmi vedere i messaggi mandati dall'imputato - ha precisato rispondendo all'avvocato Caponnetto - ma non li ho visti. Ho ritenuto che non fosse necessario per la terapia".

Davanti al giudice Manfredi Coffari, inoltre, è stato ascoltato un amico della donna che ha raccolto le confidenze in quel periodo. "Era profondamente turbata per quanto accaduto, doveva sfuggire alla attenzioni del suo capo e poi soffriva pure per le rappresaglie". Infine è stata interrogata la figlia della donna che ha confermato le circostanze denunciate dalla madre: la sua audizione è stata molto breve perchè sono stati acquisiti i verbali con le sue dichiarazioni. Si torna in aula il 10 maggio. 

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