Sabato, 20 Luglio 2024
Atti persecutori

"Stalking a sfondo sessuale a dipendente del museo": prosciolto dirigente della Regione

Alcune delle condotte sono state dichiarate improcedibili per un problema di validità nella querela, il legale della donna: "Resta intatto il diritto al risarcimento". Assoluzione per un episodio

Assoluzione per un episodio e non doversi procedere per gli altri per un problema procedurale che ha reso invalida la querela: questa la sentenza del giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Manfredi Coffari, a conclusione del processo a carico dell'ex direttore della Biblioteca museo, Luigi Pirandello, Vincenzo Caruso, accusato di stalking a sfondo sessuale ai danni di una dipendente. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a 4 anni.

https://www.agrigentonotizie.it/cronaca/stalking-dipendente-chiesta-condanna-4-anni-direttore-museo.html

Caruso era accusato di avere perseguitato la dipendente facendole continue avance a sfondo erotico e provocandola anche in presenza di altre colleghe. La donna, un'impiegata della Biblioteca museo “Luigi Pirandello”, avrebbe però rifiutato gli approcci del suo direttore che, per ripicca, avrebbe adottato alcuni atti amministrativi a lei sfavorevoli. L’ex responsabile della struttura, nonché ex soprintendente di Caltanissetta, ha sempre negato qualsiasi accusa.

Collega vittima difende direttore: "Mai assistito a molestie"

La donna, sposata e con figli, ha denunciato di essere stata continuamente molestata con sms, telefonate e altri atteggiamenti dal contenuto inequivocabilmente provocatorio e a sfondo sessuale. Al rifiuto della donna, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero seguiti degli ordini di servizio di carattere ritorsivo. Fra gli episodi contestati, in particolare ci sarebbe stato il suo rifiuto a concederle i benefici previsti dalla cosiddetta legge 104 ai quali avrebbe avuto diritto per l’assistenza di un familiare. 

Collega vittima in aula: "Era avvilita"

"Mi provocava - ha raccontato la presunta vittima in aula - alludendo al fatto che mio marito non mi soddisfacesse sessualmente, ho denunciato i fatti alla Regione che mandò due ispettori. Cosa fecero? Mi minacciarono anziché aiutarmi".

Il giudice, dopo la requisitoria del pm e le arringhe di parte civile e dei difensori dell'imputato, gli avvocati Vincenzo Caponnetto e Walter Tesauro, ha emesso la sentenza che, di fatto, boccia la validità della querela per gli episodi che vanno dal 2009 al 2014 e assolve, con una formula dubitativa, per un episodio di atti persecutori che sarebbe stato commesso all'interno di un bar.

"Persecuzioni a sfondo sessuale a impiegata": chiesta condanna a 4 anni di un dirigente regionale

L’avvocato Daniela Principato, che insieme al collega Arnaldo Faro, assiste la donna e il marito, costituiti parte civile, commenta con una nota: "Ci attendevamo la declaratoria di prescrizione per i gravissimi fatti subiti dalla vittima sino al 2014, invece abbiamo avuto l’improcedibilità. In sostanza cambia poco o nulla, perché adesso promuoveremo la causa civile - utilizzando le testimonianze raccolte nel processo penale -  per richiedere a Caruso il risarcimento del danno di 300 mila euro per aver devastato, per 5 anni, la vita della signora e della sua famiglia". 

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