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"Perseguita intera famiglia tentando investimenti con l'auto e lanciando vasi dal balcone", 40enne rinviato a giudizio

Ignazio La Mendola è accusato di stalking ai danni di un noto commerciante, della moglie e del figlio

Rinviato a giudizio con l'accusa di stalking. Il giudice dell'udienza preliminare Stefano Zammuto manda a processo Ignazio La Mendola, 40 anni, accusato di avere perseguitato un'intera famiglia e, per questo, agli arresti domiciliari da alcune settimane.

“Inizia a tremare, porco e mafioso”. Questa e tante altre minacce, con tanto di nome e foto di un noto commerciante, nonchè della sua abitazione, erano state pubblicate su facebook, per intimorirlo e prospettargli che, una volta tornato libero, l’avrebbe ammazzato. Ma non solo. L'episodio più grave risale al 22 settembre scorso. Il pregiudicato avrebbe tentato di investire il figlio del commerciante nel parcheggio del negozio. Il padre, poco dopo, andò a trovarlo a casa per chiedergli spiegazioni e tentare di convincerlo a desistere da altre aggressioni simili. All'arrivo, però, il quarantenne gli avrebbe lanciato addosso vasi di terracotta e pietre danneggiando l'auto.

La Mendola, difeso dagli avvocati Alfonso Neri e Salvatore Pennica, questa mattina, in aula, ha fatto delle parziali ammissioni dicendo di avere distrutto il citofono, dopo che, peraltro, era stato sottoposto al divieto di avvicinamento. Al tempo stesso, però, ha negato alcuni degli episodi contestati. L'imprenditore, principale presunta vittima, non si è ancora costituito parte civile ma oggi, assistito in qualità di parte offesa dall'avvocato Daniela Posante, era presente in aula. 

La vicenda muove i primi passi nel dicembre del 2013. Il quarantenne avrebbe litigato col fratello all'interno del negozio del commerciante dove lavorava la cognata. L'imprenditore, molto noto in città, sarebbe intervenuto per separarli venendo a sua volta aggredito con un morso alla gamba. Da allora sarebbe iniziata una lunga serie di messaggi minatori di varia natura che avevano come finalità quella di costringere il negoziante a licenziare la cognata. Il mezzo usato sarebbe stato facebook dove avrebbe pubblicato foto del commerciante, etichettato in maniera provocatoria come "mafioso che non denuncia perchè sennò passa per infame" e del figlio. Il tutto accompagnato con minacce di violenze di ogni tipo. L'attività intimidatoria, inizialmente realizzata quando La Mendola era in detenzione domiciliare, sarebbe stata pressante e accompagnata da foto dell'abitazione della vittima e dell'intero nucleo familiare, con messaggi di morte annessi. Infine il 22 settembre l'episodio più grave: il quarantenne, secondo quanto è stato ricostruito, tenta di investire il figlio del negoziante che va a casa sua a chiedere spiegazioni venendo accolto con colpi di vaso e pietrate. Da lì la denuncia, presentata dalla moglie dell'imprenditore che ha dato il via alle indagini, durante le quali sono stati sentiti tutti i componenti del nucleo familiare oltre al fratello e alla cognata dell’imputato. Nelle scorse settimane le nuove denunce: La Mendola, secondo quanto il negoziante ha raccontato agli inquirenti, avrebbe violato le prescrizioni e il giudice ha disposto i domiciliari.

Il gup, al termine dell'udienza, come chiesto dal pm Chiara Bisso, ha disposto il rinvio a giudizio. Il 15 ottobre, è in programma la prima udienza del dibattimento davanti al giudice Antonio Genna. 

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