Domenica, 14 Luglio 2024
Il provvedimento

"Assolto per vizio di mente dopo 3 anni in cella, torna a perseguitare una donna e danneggia il suo locale e l'auto": no del gip alla scarcerazione

La difesa del 28enne aveva chiesto al giudice di applicare una misura cautelare meno afflittiva "in grado di consentirgli le cure di cui ha bisogno". L'indagato aveva ammesso i fatti provando a dare delle giustificazioni e chiedendo di essere aiutato

Il 28enne Salvatore Russotto, tornato in carcere il 23 luglio - dopo avere sfasciato gli arredi esterni di un locale del centro di Agrigento di proprietà di una donna alla quale, subito dopo il danneggiamento del pub, avrebbe pure devastato l’autovettura - resta in carcere. Lo ha deciso il gip del tribunale di Agrigento, Iacopo Mazzullo, pronunciandosi sull'istanza del difensore, l'avvocato Monica Malogioglio, la quale aveva chiesto di revocare o sostituire la misura in ragione, soprattutto, dell'esigenza da parte dell'indagato di sottoporsi a delle cure per i problemi psichiatrici di cui soffrirebbe. 

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Russotto, al termine di una notte assai movimentata, era stato arrestato dalla polizia. Gli stessi agenti, appena poche ore prima, gli avevano notificato un divieto di avvicinamento e di comunicazione nei confronti della donna, vittima di stalking. Il caso dell’imprenditrice era stato denunciato dalla stessa presunta vittima che aveva raccontato, sui social, che il ragazzo, dopo 3 anni di carcere, era stato assolto e scarcerato perché ritenuto incapace di intendere e volere e aveva ripreso a perseguitarla anche rubando le sue foto e creando falsi profili social con cui avvicinava amici e persone a lei vicine fingendo di essere lei.

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In seguito alle sue denunce era stato sottoposto a una nuova misura cautelare che gli impediva di avvicinarsi alla donna e di comunicare con lei.

Provvedimento che, in poche ore, avrebbe violato danneggiando sedie e tavoli del suo locale, quando ormai era chiuso, e l’autovettura della donna posteggiata sotto casa. Del caso è stata nuovamente informata la procura che ha chiesto al gip l’aggravamento della misura cautelare: richiesta accolta in poche ore tanto che l’uomo è stato arrestato e portato in carcere. 

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Nel corso dell'interrogatorio il ragazzo ha risposto alle domande del giudice, al quale avrebbe sostanzialmente ammesso i fatti di cui è accusato, chiedendo di essere aiutato. "Voglio riparare i danni - avrebbe detto - e, in ogni caso, non volevo fare del male alle persone. Mi dispiace, è uscita fuori la parte peggiore di me".

La difesa, in seguito, ha chiesto al gip di revocare o attenuare la misura cautelare ma il gip ha rigettato l'istanza ritenendo, fra l'altro, che gli accertamenti di natura psichiatrica disposti nell'altro procedimento non possono essere presi in considerazione e suggerendo di chiedere un incidente probatorio per fare luce su questo aspetto.

"Prendo atto della decisione del tribunale - è il commento del legale Monica Malogioglio al provvedimento del giudice -. Ho sempre chiesto che, oltre all'attenzione delle autorità alla tutela della persona offesa, si aggiunga l'attenzione, nelle sedi opportune, per il disagio di cui le condotte che vengono contestate all'indagato sono espressione".

Sulla questione, in ogni caso, si pronuncerà - nelle prossime ore - il tribunale del riesame.

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