Cronaca Favara

Stalking con minacce di morte a figlia e suoceri durante il lockdown, 14enne conferma accuse in aula

Un trentottenne pregiudicato è finito sotto inchiesta, la ragazzina durante l'incidente probatorio: "Ho paura di uscire e trovarmelo davanti"

"Vivo nella paura e nello stress, ho timore di incontrarlo". La ragazzina conferma, in aula, nel corso dell'incidente probatorio, le accuse che hanno fatto finire sotto inchiesta il padre per l'accusa di stalking nei suoi confronti e ai danni dei nonni affidatari.

La sua audizione, davanti al giudice per le indagini preliminari Francesco Provenzano, si è tenuta con "modalità protette", con la ragazzina - che solo pochi giorni fa ha compiuto quattordici anni - collegata da un sito remoto e materialmente distante da tutte le parti. Sotto accusa un trentottenne favarese che avrebbe perseguitato la figlia e i suoceri.

L'indagato, che ha nominato come difensore di fiducia l'avvocato Antonio Provenzani, in passato è stato coinvolto nell'operazione antidroga "Capo dei capi" ed era stato pure dichiarato latitante dopo essersi sottratto all'esecuzione di un residuo di pena. Le presunte vittime, in qualità di parti offese, sono state rappresentate nel corso dell'udienza dall'avvocato Teresa Alba Raguccia. "Questi gran bastardi meritano di essere macinati, poco ci vuole che succede un danno enorme". Il trentottenne, con messaggi di questo tenore, avrebbe reiteratamente minacciato la figlia e i suoi nonni "generando in questo modo - ipotizza il pm Emiliana Busto - un grave stato di ansia e paura per la propria incolumità".

I suoceri del pregiudicato hanno subito presentato una querela allegando i messaggi whatsapp, indirizzati alla nipote, dai quali sarebbe arrivata la prova dello stalking.

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