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Tribunale

Il giudice gli toglie la figlia e inizia a perseguitare la ragazzina: quarantenne condannato per stalking

L'uomo non si sarebbe rassegnato al provvedimento e avrebbe ripetutamente seguito e minacciato di morte i nonni materni alla quale era stata affidata: decisi 8 mesi di reclusione

Non si rassegna al provvedimento del giudice, che gli aveva tolto la figlia affidandola ai nonni materni e impedendogli ogni contatto e visita, e inizia a perseguitare la ragazza seguendola nelle sue uscite e minacciandola di morte. Il giudice monocratico Manfredi Coffari ha condannato un quarantenne agrigentino per l'accusa di stalking.

Otto mesi di reclusione è la pena inflitta nei confronti dell'uomo che ha alle spalle alcuni precedenti per droga e maltrattamenti. L'indagine è scaturita dalle denunce dei nonni della ragazza. 

Stalking alla figlia: 40enne a giudizio

La vicenda risale ai mesi di febbraio e marzo del 2020 quando la ragazza aveva poco meno di 14 anni. Il quarantenne, che negli anni scorsi fuggì in Germania per sottrarsi a una condanna nell'ambito di un'inchiesta antidroga, era stato destinatario di un provvedimento del tribunale, emesso l'anno prima, che sospendeva la responsabilità genitoriale e vietava in maniera temporanea "il prelevamento e i contatti del genitore con la figlia minore".

Non rassegnandosi di fronte alla decisione del giudice avrebbe deciso, in maniera reiterata, di molestare e minacciare la figlia seguendola al centro di commerciale di Villaseta, dove andava spesso per passeggiare o fare acquisti, e negli altri posti che frequentava. Destinatari delle minacce, in particolare, sarebbero stati i nonni materni ritenuti i responsabili della situazione. 

L'imputato, secondo quanto ha ricostruito il processo, avrebbe inviato numerosi messaggi vocali su whatsapp alla figlia etichettando i nonni come "gran bastardi che si meritano macinati". Nei messaggi, quindi, avrebbe prospettato rappresaglie che avrebbero provocato un "danno enorme". 

Il pubblico ministero Salvatore Caradonna, a conclusione della requisitoria, aveva chiesto la condanna a un anno e nove di reclusione sostenendo, tuttavia, che l'accusa andasse riqualificata da stalking a minaccia grave. 

All'imputato (difeso dall'avvocato Antonio Provenzani), riconosciuto colpevole di stalking, sono state concesse le attenuanti generiche.

I nonni, in qualità di rappresentanti legali della ragazzina, si sono costituiti parte civile con l'assistenza degli avvocati Teresa Alba Raguccia e Graziella Vella: il giudice ha disposto un risarcimento di 500 euro ciascuno.

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