Cronaca

"Minaccia ex con l'acido e poi tenta di sfondarle il cancello a calci", la difesa chiede la scarcerazione

Il ventisettenne Alessandro Rizzo, dopo la condanna per stalking, avrebbe ancora aggredito la donna. Il legale: "Era solo esasperato, i domiciliari col braccialetto tutelerebbero le esigenze cautelari"

"È stato un gesto di intemperanza dettato dall'esasperazione, anche per questo le esigenze cautelari possono essere salvaguardate con una misura meno afflittiva del carcere quale, ad esempio, gli arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico".

L'avvocato Calogero Lo Giudice - dopo il no da parte del giudice Agata Anna Genna, davanti al quale si sta celebrando il processo per direttissima - si è rivolto al tribunale del riesame per chiedere la scarcerazione di Alessandro Rizzo, 27 anni, di Agrigento, arrestato il 13 agosto dai carabinieri con l'accusa di violazione della sorveglianza speciale. Il giovane, già condannato a un anno e dieci mesi di reclusione per stalking all'ex compagna e rinviato a giudizio per maltrattamenti sempre nei suoi confronti, in particolare avrebbe cercato di sfondare a calci e pugni il cancello di ingresso della casa della donna.

A fare scattare l'allarme, alla polizia, è stato il segnale gps del braccialetto elettronico che gli era stato applicato, dopo la scarcerazione, per controllare che rispettasse il divieto di avvicinamento alla vittima. Rizzo, il 24 febbraio dell'anno scorso, era stato arrestato dalla polizia alla stazione di Roma Est. "Vengo a trovarti e ti butto l'acido in faccia, così ti sfregio a vita" - le avrebbe scritto prima di raggiungerla. Il mese scorso la nuova irruzione violenta. I giudici del tribunale del riesame decideranno nei prossimi giorni se confermare o e revocare la misura cautelare.

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