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La crisi

Srr Ato 4, c'è aria di fallimento: sindaci pronti a portare i registri in tribunale

La società di gestione dei rifiuti di 11 comuni è letteralmente sommersa di richieste di risarcimento per migliaia di euro da parte dei dipendenti della ex Dedalo

Se altissima è l'attenzione pubblica per la consortile idrica Aica, la società pubblica che gestisce acqua e fognature in tutta la provincia, appare letteralmente in secondo piano l'interesse collettivo per il futuro di un'altra struttura gestita dai sindaci: la Srr Ag4, cioè la società che gestisce i rifiuti negli ambiti che erano prima competenza di Gesa e Dedalo Ambiente.

Undici territori (Agrigento, Aragona, Camastra, Cammarata, Campobello di Licata, Canicattì, Casteltermini, Castrofilippo, Comitini, Favara, Grotte, Joppolo Giancaxio, Lampedusa e Linosa, Licata, Montallegro, Naro, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Racalmuto, Raffadali, Ravanusa, Realmonte, San Giovanni Gemini, Santa Elisabetta, Sant'Angelo Muxaro, Siculiana) che adesso potrebbero andare verso una gestione diretta (come del resto avviene già con le numerose Aro già esistenti) per la necessità di accedere al fallimento della società.

Ma cosa sta succedendo?

Anche se la questione è nell'aria da tempo, a raccontare nel dettaglio i "dolori" della Srr sono direttamente i sindaci nei verbali di assemblea. L'ultimo risale allo scorso giugno, quando viene discusso il budget da stanziare per i costi della società per l'anno 2022 (oltre 3milioni di euro, di cui 2 milioni solo per il personale) e il direttore generale chiarisce che, tra questi soldi, ce ne sono alcuni da riconoscere ai dipendenti ex Dedalo per il pagamento dei "superminimi" in seguito a sentenze passate già in giudicato. Nel dettaglio, quando questi lavoratori transitarono dalla società licatese alla nuova Srr, ricevettero una revisione al ribasso dei contratti, escludendo appunto dei superminimi che - pare - in alcuni casi ammontavano anche al doppio dello stipendio. 

Così i dipendenti hanno, comprensibilmente, fatto ricorso alle vie legali, costringendo la Srr non solo ad affidare decine e decine di incarichi legali, ma anche a prepararsi a pagare per tutte le sentenze sfavorevoli già incassate.

Una "emorragia" che avrà conseguenze impreviste (o forse prevedibili) per i Comuni - alcuni dei quali tra l'altro morosi -, che hanno due scelte: o pagare tutto o procedere al concordato preventivo, con all'orizzonte il fallimento della società.

A far intravedere questo destino, nei verbali, è il primo cittadino di Raffadali Silvio Cuffaro: "Non è possibile accettare il riconoscimento dei superminimi ai dipendenti ex Dedalo - dice - perchè stanno causando un aggravamento della crisi della società. Anzi, considerata la crisi economica della srr, è necessario portare i libri societari in tribunale". I sindaci si erano aggiornati ad una nuova riunione per discutere del tema, ma, da giugno ad oggi, non si registrano nuove riunioni.

Bisogna capire, tuttavia, se nel frattempo si sono perse altre cause. 

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