Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

"Soldi del Consorzio universitario per cene, viaggi e hotel": la Corte dei conti ipotizza un danno di oltre 130mila euro

I magistrati contabili ritengono che ci fu anche un "Determinante avallo di tutti i soggetti preposti alle attività di riscontro e verifica delle spese propedeutiche all’addebito delle somme"

E' quantificato in modo provvisorio in oltre 130mila euro il potenziale danno erariale arrecato al Consorzio universitario di Agrigento dalla gestione in epoca Mifsud. Il dato è contenuto nella relazione per l'anno giudiziario della Corte dei Conti, la quale inserirsce tre le attività in fieri la "contestazione provvisoria di responsabilità in pregiudizio del Consorzio Universitario della Provincia di Agrigento, effettuata nei confronti dei vertici dello stesso nonché dei funzionari preposti alle attività di controllo delle spese".

Secondo quanto scritto nella relazione, "dall’attività istruttoria sono emersi gravissimi illeciti nell’utilizzo delle risorse dell’ente da parte del presidente - attraverso l’addebito all’ente di spese non inerenti costituite da pranzi, cene, alberghi, biglietti aerei, consumazione bar, telefonate verso l’estero e altre spese per sé e per altri - con il determinante avallo di tutti i soggetti preposti alle attività di riscontro e verifica delle spese propedeutiche all’addebito al Consorzio".

"Spese pazze di Mifsud", aperta un'inchiesta: acquisita documentazione

Non vi sono altri dettagli rispetto all'inchiesta che era partita nel dicembre 2019 su segnalazione dell'allora commissario Giovanni Di Maida, che aveva presentato un esposto alle forze dell'ordine che poi erano stati in "visita" al Cupa per prelevare carte, telefonini e altro appartenuti a Joseph Mifsud, oggi irreperibile (secondo molti ormai deceduto), che del Consorzio fu presidente e che, emerse anni dopo, ebbe un ruolo di primo piano nello scandalo internazionale del "RussiaGate".

"Sono state depauperate le casse del Consorzio universitario - dichiarò Di Maida ad Agrigentonotizie - non solo per le 'spese pazze' di Mifsud ma anche per alcune scelte sbagliate fatte anche in termini di consulenti di cui si poteva fare a meno". Di Maida spiega, ad AgrigentoNotizie, come fosse difficile all'epoca comprendere l'esistenza di uscire "dubbie" perché queste "venivano caricate su capitoli generali che riguardavano spese di funzionamento con accreditamento direttamente sul contro del Consorzio".

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