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L'ospedale San Giovanni di Dio

L'ospedale San Giovanni di Dio

"Morto dopo una spedizione punitiva", arrestati quattro favaresi

L'indagine trae origine dal decesso di Bennardo Chiapparo, avvenuto lo scorso 10 febbraio all'ospedale San Giovanni di Dio, dove era stato ricoverato 10 giorni prima, con un grave trauma cranico

Quattro favaresi sono stati arrestati dai carabinieri perché accusati di aver causato la morte di Bennardo Chiapparo, 68 anni, deceduto lo scorso febbraio all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.

Il provvedimento, emesso dal tribunale di Agrigento, è stato eseguito carabinieri di Favara, coadiuvati dal Nucleo operativo e Radiomobile e di altri reparti della Compagnia di Agrigento. In manette, accusati di omicidio preterintenzionale, sono finiti: Antonino Pirrera, 40enne; Michele Sorce, 24 anni, Carmelo Pullara, 27 anni, e Giovanni Ruggeri, 42 anni. Per il primo il gip Alessandra Vella ha disposto la custodia cautelare in carcere, mentre gli altri sono finiti agli arresti domiciliari.

L’indagine trae origine dalla morte di Chiapparo, avvenuta lo scorso 10 febbraio all’ospedale San Giovanni di Dio, dove era stato ricoverato 10 giorni prima, con un grave trauma cranico, causato, a dire di chi lo aveva accompagnato, da una banale caduta avvenuta lo stesso pomeriggio.

Ma le indagini dei carabinieri, coordinate dal pm Matteo Delpini, hanno invece delineato un quadro ben diverso, riassunto nel nome stesso dell’indagine: “Giustizia Privata”.

Secondo quanto ricostruito dai militari, il primo febbraio scorso, Bennardo, avrebbe sgridato il figlio minore di Antonio Pirrera, perché, scrivono i carabinieri “avrebbe tirato dei calci ad una insegna pubblicitaria dell’autolavaggio del defunto. Sgridandolo, il bambino cadeva, procurandosi delle abrasioni alle ginocchia”.

Pirrera, dopo aver appreso dell’incidente – secondo la ricostruzione dei carabinieri - la stessa sera, insieme ad altre persone, avrebbe organizzato una spedizione punitiva nei confronti di Chiapparo, rintracciandolo sotto la propria abitazione. “Al primo pugno, sferrato proprio da Pirrera – si legge in una nota diffusa dai militari – l’uomo cadeva a terra battendo violentemente la testa. I figli di Chiapparo, andavano subito in soccorso del padre ma venivano aggrediti violentemente dagli altri arrestati che durante la colluttazione provocavano anche la frattura del braccio di uno dei due”. La caduta ha provocato a Chiapparo un’emorragia celebrale che lo ha portato alla morte.

Inoltre, dopo una perquisizione effettuata nell’abitazione di Pirrera, sono stati trovati e sequestrati alcuni reperti archeologici, precisamente un’anfora in terracotta della lunghezza di circa 30 centimetri; un vaso in terracotta con decorazioni di colore nero ed un boccale in ottone. 

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