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Canicattì, spazzatrice cancella opere dei "Madonnari della legalità"

Una spazzatrice del comune di Canicattì ha cancellato le opere dei "Madonnari della Legalità" realizzate nell'ambito delle iniziative della "Settimana della Legalità Giudici Saetta Livatino". Intervento delle associazioni "Tecnopolis" ed "Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino"

Una spazzatrice del comune di Canicattì ha cancellato le opere dei “Madonnari della Legalità" realizzate nell'ambito delle iniziative della "Settimana della Legalità Giudici Saetta Livatino".  

«Siamo sconcertati ed anche preoccupati per quanto verificatosi questa mattina alle opere dei "Madonnari  della Legalità” realizzate in viale Regina Margherita che sarebbe dovuto restare chiuso per evitare che  venissero danneggiate e per farle ammirare ai cittadini».

A parlare così sono Riccardo La Vecchia e Giuseppe Palilla, responsabili delle associazioni "Tecnopolis" ed “Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino", dopo che  questa mattina hanno saputo e poi constatato che, nonostante l’ordinanza sindacale di assoluta chiusura al traffico di viale Regina Margherita per tutta la giornata di sabato e domenica, una spazzatrice comunale alle 6,30 aveva provveduto a pulire e lavare una parte della carreggiata dove erano state realizzate la metà delle opere.

«Siamo sgomenti perché il gesto o la disattenzione sono di una gravità inaudita - dicono i due presidenti - visto che potrebbe avere il senso, e di fatto lo è stato, di cancellare almeno in parte le opere artistiche de “I Madonnari disegnano la Legalità” realizzate nel quadro delle iniziative in memoria dei giudici Saetta e Livatino». 

La Vecchia e Palilla hanno informato dell’accaduto il sindaco chiedendogli di avviare un’inchiesta interna perché se è vero che «l’affermazione della Legalità passa anche per gesti ed opere simboliche è altrettanto vero che la spazzatrice ha di fatto cancellato questi segnali rivoluzionari fatti dai giovani».

«Pur non volendo capri espiatori - concludono La Vecchia e Palilla - è doveroso fare chiarezza anche su questo fatto perché ormai in città e fuori sono accaduti numerosi episodi che meriterebbero il dovuto approfondimento anche perché nel nome di Saetta e Livatino, di antimafia e legalità di facciata sono in molti che cercano patenti e accreditamenti mettendo in opera proposte incondivisibili e strumentali che nulla hanno a che vedere con la storia, l’esempio e la memoria di illustri vittime per vile mano mafiosa come i magistrati di Canicattì». 

Il sindaco Vincenzo Corbo ha assicurato che «si farà chiarezza sull’accaduto» pur anticipando «la buona fede del personale operante» pure se c’era un’ordinanza di interdizione al transito in vigore anche per l’intera giornata di domenica 27 settembre.

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