Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Licata

"Sparò addosso ai tecnici che stavano collocando le microspie", condannato a 12 anni

I fatti risalgono al marzo dello scorso anno: i colpi vennero esplosi contro personale che stava collocando le cimici nel contesto di un'altra inchiesta

"Sparò addosso ai tecnici che stavano collocando le microspie", slitta la requisSpitori Sparò all'indirizzo di alcuni tecnici che stavano installando delle microspie dinnanzi alla sua abitazione, il ventiduenne licatese Paolo Greco è stato condannato a 12 anni. La decisione, dopo un iniziale slittamento della requisitoria, è stata presa oggi pomeriggio dal Tribunale di Agrigento. La Procura aveva chiesto una condanna a 22 anni.

Sparò ai tecnici che collocavano le microspie, slitta la requisitoria

I tre tecnici, in piena notte e scortati dalla squadra mobile, stavano collocando delle microspie davanti all'abitazione del licatese nell'ambito di un'altra indagine, per usura ed estorsione con metodo mafioso per cui è finito pure a processo insieme al padre. La sparatoria è avvenuta l'8 marzo dell'anno scorso.

L'agguato ai tecnici che collocavano le cimici, il perito: "Colpi sparati verso il basso"

Greco, in ogni caso, ha sempre negato di essere lui l'uomo che ha sparato. Una poliziotta della scientifica, citata dal pm, in precedenza, ha detto che "nel passamontagna e nel giubbotto, ritrovati nei pressi del luogo dell'agguato, ci sono tracce del dna". Il biologo molecolare Salvatore Baiamone, consulente della difesa dell'imputato, ha replicato così: "Non ci sono elementi certi per dimostrare che il dna sugli indomenti ritrovati nei pressi del luogo della sparatoria appartengano all'imputato. Questo perchè non è stato usato un protocollo scientifico ma solo statistico". 


 

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